L’auto indispensabile: nel ragusano ogni vettura percorre oltre 10 mila chilometri l’anno

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Nel ragusano l’automobile non è soltanto il mezzo preferito dai cittadini. Nella maggior parte dei casi è una necessità. Lo confermano indirettamente i nuovi dati dell’Istat sulle percorrenze dei veicoli: nel 2023 le autovetture localizzate in provincia di Ragusa hanno percorso mediamente 10.147 chilometri ciascuna. È il secondo valore più alto della Sicilia, superato soltanto dai 10.185 chilometri di Siracusa.

La media regionale si ferma a 9.606 chilometri. Seguono Catania con 9.869, Trapani con 9.757, Enna con 9.628, Agrigento con 9.487, Caltanissetta con 9.356, Palermo con 9.336 e Messina con 9.047. Il valore ragusano supera dunque quello siciliano del 5,6%, pur rimanendo inferiore alla media nazionale di 10.949 chilometri.

Secondo le stime dell’Istat, nel 2023 sono state 183.533 le automobili circolanti medie localizzate nel ragusano. Complessivamente hanno percorso un miliardo e 862 milioni di chilometri. Nel 2021 le vetture erano 182.007 e avevano percorso un miliardo e 730 milioni di chilometri. In due anni, quindi, il numero delle auto è cresciuto appena dello 0,8%, mentre la distanza complessiva è aumentata del 7,6%. I chilometri medi per vettura sono passati da 9.507 a 10.147, con un incremento del 6,7%.

Il dato non dimostra da solo le ragioni di questo aumento, ma si inserisce in un territorio nel quale fare a meno dell’automobile è particolarmente difficile. I dodici comuni della provincia sono distribuiti su un’area ampia, con frazioni, contrade, località balneari e zone produttive spesso distanti dai centri abitati. Per raggiungere il posto di lavoro, una scuola, un ospedale, un ufficio pubblico o anche una stazione ferroviaria, l’auto privata diventa quasi obbligatoria.

I collegamenti ferroviari non consentono spostamenti rapidi e frequenti tra tutte le città. Il trasporto pubblico su gomma presenta orari e percorsi che non sempre coincidono con le esigenze di lavoratori, studenti e famiglie. La situazione diventa ancora più complicata per chi abita nelle campagne o nelle frazioni costiere, soprattutto fuori dalla stagione estiva.

Nel ragusano, quindi, utilizzare molto l’automobile non significa necessariamente preferirla ai mezzi pubblici. Spesso significa non avere un’alternativa realmente praticabile. E l’indispensabilità dell’auto porta con sé un costo rilevante: carburante, assicurazione, manutenzione, bollo e riparazioni incidono sui bilanci familiari.

Occorre precisare che l’Istat localizza le vetture in base al luogo dell’ultima revisione o, in sua assenza, a quello d’immatricolazione. I chilometri possono essere stati percorsi anche fuori provincia o all’estero. Il dato non misura pertanto il traffico presente sulle strade ragusane, ma l’intensità con cui vengono utilizzate le automobili riconducibili al territorio.

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