L'affare che potrebbe concludere presto il proprietario del lussuoso yacht? Riguarda lo stabilimento bruciato di Sampieri. - Ragusa Oggi

L’affare che potrebbe concludere presto il proprietario del lussuoso yacht? Riguarda lo stabilimento bruciato di Sampieri.


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L’affare che potrebbe concludere presto il proprietario del lussuoso yacht? Riguarda lo stabilimento bruciato di Sampieri.
Attualità
29 ottobre 2020 9:25

Nei giorni scorsi il suo mega yacht l’aveva fatta da padrone al largo delle coste ragusane. L’imbarcazione di proprietà dell’imprenditore russo Andrey Melnichenko,che è rimasta ormeggiata per parecchi giorni  a Sampieri è la più grande a motore privato a vela assistita al mondo:

Andrey Melnichenko  è il principale beneficiario del produttore di fertilizzanti EuroChem Group e della società di energia del carbone SUEK ed ha  una ricchezza personale stimata di 15,8 miliardi di dollari, a giugno 2020. Si è classificato all’89° posto nell’elenco dei miliardari mondiali di Forbes e al 9° in Russia.

Solo in questi giorni ha trovato conferma il vero motivo della sua prolungata visita in provincia di Ragusa. Non solo vacanze come si pensava in un primo momento ma, come si conviene ad un vero business man, anche affari. L’imprenditore russo infatti avrebbe approfittato dei suoi giorni di permanenza nel mar Mediterraneo per entrare in contatto con gli attuali proprietari di una struttura simbolo della nostra terra:  lo stabilimento bruciato di Sampieri.  Sarebbe infatti interessato all’acquisto dell’immobile di cui è immensamente innamorato.

Anche se con circa 535mila euro proposte alla famiglia Penna, attuale proprietaria dell’immobile, la Regione Siciliana aveva già manifestato la volontà di  espropriare e acquisire al proprio patrimonio l’ex fornace Penna di Scicli, adesso la proposta avanzata dal magnate russo e che rimane fortemente riservata, alla famiglia potrebbe rimettere tutto in discussione. Sio parla di una cifra pari almeno al triplo.

Sarebbe inoltre lo stesso imprenditore a garantire i lavori di consolidamento e di recupero della struttura che richiedono un investimento di oltre cinque milioni di euro considerato che  il sito era stato sequestrato nel 2016, dai militari del Nucleo tutela patrimonio culturale, in seguito a un’indagine che ha coinvolto 21 persone con l’accusa di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale.

Rimangono tuttavia due motivi ostativi all’operazione del magnate russo. Il primo che la procedura burocratica di espropriazione e acquisto della fornace Penna  da parte della Regione è in uno stato parecchio avanzato e non è detto che ci sia adesso la volontà del Governo regionale di rinunciarvi per dare spazio ad un privato. Il secondo motivo, che probabilmente potrebbe essere quello davvero di ostacolo alla operazione, è l’uso al quale sarebbe destinato il restaurato stabilimento che avvenendo ad opera di un privato, sarebbe indubbiamente più commerciale che culturale.

Un dato ad oggi è certo: le trattative proseguono e la sorte del vecchio stabilimento di laterizi che è ormai il simbolo per eccellenza della nostra terra, non è stata ancora decretata.

 


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