La storia di Alaa Faraj, lo studente libico che sognava l’Italia ed è finito in carcere: il libro presentato a Vittoria

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L’incredibile storia di Alaa Faraj, condannato ingiustamente come trafficante a trent’anni di prigione per il suo viaggio, per i suoi sogni di ragazzo. Il 31 maggio, a Vittoria, alla villa comunale, sarà presentato il libro del  giovane che era stato accusato di essere uno degli scafisti della cosidetta “strage di ferragosto”.

Il libro, scritto a quattro mani con Alessandra Sciurba, che presto diventerà sua moglie, si intitola “Perché ero ragazzo” ed è edito da Sellerio.

Il libro racconta la sua storia, ricostruisce la vicenda che lo ha visto protagonista. Alaa è uno studente di ingneria libico, gioca a calcio e sembvra avere un futuro promettente nella sua squadra. Ma sogna di andare in Italia. Per questo accetta le condizioni degli scafisti. Era il 15 agosto 2015 quando 49 persone muiono soffocate nella stiva dell’imbarcazione, la cosiddetta “strage di ferragosto”. Una volta arrivato in Italia e individuato come scafista, Alaa è stato dapprima condannato, insieme agli altri, poi ha ottenuto poi la grazia parziale dal Presidente Mattarella. Ora si prepara ora a un nuovo processo e al matrimonio con Alessandra.

Il presidente emerito della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelski si è speso per Alaa e per perorare la sua causa e ottenere la grazia.

La vicenda di Alaa verrà raccontata domani alla villa comunale di Vittoria. L’appuntamento è alle ore 17.Sarà presente l’autore del libro e Alessandra Sciurba. Modera Andrea Gentile.L’appuntamento è inserito nel programma culturale di Scenica 2026.

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