LA SENTENZA SUL LICENZIAMENTO DISCIPLINARE DI LAURINO

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In merito all’articolo pubblicato oggi su alcuni organi di stampa e avente ad oggetto la sentenza del Tribunale di Ragusa, con la quale è stato considerato discriminatorio ed illegittimo il licenziamento disciplinare di Laurino Giovanni, l’impresa ecologica Busso Sebastiano precisa: “La sentenza del Tribunale di Ragusa non ha adeguatamente soppesato le circostanze concrete nelle quali sono maturati i fatti di causa, poggiando la decisione su una lettura parziale delle risultanze probatorie e mostrando una grave sottovalutazione del contesto concreto ed operativo nel quale agisce la ditta Busso nella gestione del delicato servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani. L’azienda non ha mai negato difficoltà oggettive nella gestione di tale servizio, anche in ragione delle non corrette abitudini dei cittadini nell’osservare le prescrizioni in tema di raccolta differenziata dei rifiuti, ma ha inteso reagire ad atteggiamenti strumentali che, attraverso forme di denuncia a carattere allarmistico, tendevano unicamente a danneggiare l’azienda e la sua immagine pubblica. Diversamente da quanto sostenuto dal ricorrente e dalla stessa sentenza del Tribunale non vi è alcun diritto, in senso proprio, alla pubblica denuncia  a mezzo di interviste agli organi di stampa da parte dei lavoratori, anche nella loro eventuale veste sindacale, ogni e qualsivoglia violazione alle prescrizioni di legge potendosi portare, senza alcun compiacimento, alla attenzione degli organi competenti. Ove, tuttavia, si volesse scegliere la critica “pubblica” allora, secondo il costante insegnamento della Suprema Corte di Cassazione, tale critica dovrebbe essere mantenuta entro rigorosi limiti di continenza verbale e, soprattutto, corrispondere alla assoluta verità dei fatti: l’uno e l’altro requisito ampiamente esclusi nelle denunce del Laurino. Pur nel massimo rispetto che si deve alle sentenze dei Tribunali, ma nel legittimo diritto di critica delle stesse, l’azienda valuterà la possibilità di interporre appello avverso tale decisione, onde ottenerne una completa riforma o annullamento”.

 

 

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