Riparte martedì 7 aprile “Salute a Bordo”, la campagna itinerante di screening promossa dall’ASP di Ragusa con l’obiettivo di avvicinare i servizi di prevenzione ai cittadini dei dodici comuni iblei. Dopo il successo registrato lo scorso dicembre, l’iniziativa torna sulle strade del territorio con un motorhome attrezzato che porterà informazione, esami e servizi direttamente nelle […]
LA POLITICA DELLO STUPORE
10 Giu 2012 16:38
Due piccoli fatti locali di questa settimana mi hanno fatto ripensare al perché della crisi dei partiti, soprattutto al perché, di fronte allo sbriciolamento del centrodestra, i partiti della sinistra, ivi compreso il Pd, non riescano a fare altro che mantenere le posizioni.
Un amico di buona volontà, come del resto ce ne sono molti in verità, auspicava in una mail inviata ad altri amici come fosse necessario che gli organismi di partito tendano alla coesione e non alla rottura, e si chiedeva: “E’ un sogno potere vedere la saletta del nostro partito stracolma di gente?”. No, non è un sogno ma solo un legittimo desiderio. Ma perché il desiderio si avveri è necessario che la politica faccia un grande salto di qualità.
L’altro fatto. Un dirigente di partito, a un militante che reclamava alcune istanze, giustificava il proprio comportamento affermando la piena legittimità dello stesso. Ma un politico, se vuole entusiasmare i propri seguaci, certo deve operare legittimamente, deve essere onesto, bravo, ecc., ma deve fare qualcosa in più, quello è solo il minimo indispensabile. Ecco, il salto di qualità.
Poiché siamo finiti nella qualità, se prendiamo a prestito alcuni concetti dalle tecniche manageriali, forse il concetto diventa più chiaro. Principio fondamentale per chiunque voglia conquistare i propri clienti o utenti con la qualità di un prodotto o servizio è che non basta che il prodotto o servizio sia di buona qualità. Per conquistare bisogna stupire il cliente o l’utente dandogli qualcosa in più di ciò che comunemente si aspetterebbe. Un esempio. Se io porto in lavanderia un capo che mi serve per giorno 10 e la commessa mi dice che è pronto per giorno 5; io vado giorno 5 ma il capo non è pronto, lo trovo invece giorno 9, in tempo per le mie esigenze: io però ho la sensazione che il servizio sia stato scadente. Se, invece, la commessa mi dice che sarà pronto giorno 10 e, poi, mi telefona giorno 9 per dirmi che è pronto, io il capo lo ritiro sempre lo stesso giorno ma ricevo l’impressione che il servizio sia stato molto efficiente.
Ora non sto suggerendo ai politici di acquisire delle tecniche per gabbare i cittadini. Sto solo dicendo che i cittadini devono essere stupiti con qualcosa che ormai non si aspettano più dalla politica. Io, con tutta la mia buona volontà, non riesco più a entusiasmarmi per questa politica. Lo facevo quando ero più giovane, allora avevo un cuore che batteva più facilmente, ma anche allora mi entusiasmavo per la politica che proponeva cambiamenti, modernità, buona politica.
D’altronde un politico non può cambiare semplicemente acquisendo delle tecniche; come diceva Don Abbondio, uno il coraggio se non ce l’ha non se lo può dare. Allora forse il problema è diverso. Se vogliamo conquistare l’elettorato dobbiamo conquistarlo con persone diverse. Finora la politica è stata occupata da persone prevalentemente forti, egoisti, arroganti. Una nuova classe politica di uomini che, come i cavalieri che nel medio evo partivano alla difesa del santo sepolcro, giurasse di essere forte, leale e generosa, questa si stupirebbe i cittadini e li entusiasmerebbe senza limiti di sorta.
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