La Monisteri perde ancora pezzi. Due consigliere passano all’opposizione. Guccione: “dimettiamoci tutti”

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Scossone nella politica modicana. L’ennesimo, nell’arco di pochi giorni. Dopo le dimissioni dei due assessori Drago e Antoci, arriva un colpo di scena direttamente dall’aula consiliare: il gruppo consiliare Prendiamoci Cura ha ufficializzato il proprio passaggio all’opposizione, sancendo una frattura che modifica gli equilibri all’interno del Consiglio comunale. La crisi politica a Modica, dunque, entra in una nuova fase. Ad annunciare la decisione è stata la capogruppo Neva Guccione, che ha definito la scelta una decisione esclusivamente politica, maturata dopo settimane di confronto e riflessione.

Una rottura che ridisegna gli equilibri dell’Aula e apre nuovi scenari sul futuro dell’Amministrazione comunale. «Oggi non ci riconosciamo più in questa maggioranza – ha dichiarato Guccione – e non possiamo più sostenerne il progetto e soprattutto la direzione politica».

“Il progetto iniziale è cambiato: della squadra originaria è rimasto poco”

Nel suo intervento in Consiglio comunale, la capogruppo ha rivendicato la scelta di mantenere il nome Prendiamoci Cura, considerandolo un impegno assunto con gli elettori. Guccione ha ricordato come il progetto politico nato a sostegno della sindaca fosse partito con una squadra composta da sei consiglieri comunali e quattro assessori, sottolineando come oggi quella realtà sia profondamente mutata. «Quando un progetto politico perde, uno dopo l’altro, quasi tutti coloro che lo hanno costruito – ha affermato – bisogna avere il coraggio di fermarsi e chiedersi cosa sia successo».

L’attacco alla verifica politica: “Non abbiamo visto programmi, ma solo equilibri di potere”

Il passaggio più duro dell’intervento ha riguardato la lunga verifica politica che ha caratterizzato gli ultimi mesi della maggioranza. Secondo Guccione, il confronto non avrebbe riguardato il futuro amministrativo della città, i servizi, le opere pubbliche, il dissesto finanziario o le esigenze di cittadini e imprese.

«Non abbiamo visto una verifica sui programmi, sugli obiettivi raggiunti e sulle priorità di Modica. Abbiamo visto invece una verifica sulle poltrone: chi doveva entrare, chi doveva uscire, chi doveva essere accontentato e chi sacrificato».

Il caso degli assessori Drago e Antoci: “Prima degli incarichi viene la dignità”

Ampio spazio è stato dedicato anche alla scelta degli ex assessori Antonio Drago e Tino Antoci, espressione del gruppo Prendiamoci Cura, che hanno lasciato l’Amministrazione.

Guccione ha definito la loro decisione un gesto di coerenza politica.

«Sono orgogliosa che siano stati i due assessori espressione del nostro gruppo a lasciare questa Amministrazione, perché hanno dimostrato che esiste ancora qualcosa che viene prima delle poltrone: la dignità». Secondo la capogruppo, rinunciare a un incarico quando non ci si riconosce più nelle condizioni politiche rappresenta un segnale di responsabilità.

Le domande al centrodestra: “Dove sono MPA e Democrazia Cristiana?”

Nel corso del suo intervento Guccione ha poi rivolto alcuni interrogativi alle forze politiche coinvolte negli attuali equilibri. In particolare, ha chiesto quale sia il ruolo dell’MPA e della Democrazia Cristiana nel nuovo scenario politico cittadino.

Un passaggio è stato dedicato anche alla mancata presentazione di una mozione di sfiducia da parte delle forze di opposizione che contestano l’operato dell’Amministrazione. «Se si ritiene conclusa questa esperienza amministrativa, perché non è mai stata presentata una mozione di sfiducia?».

“Saremo un’opposizione seria, responsabile e libera”

Il gruppo Prendiamoci Cura ha chiarito che il passaggio all’opposizione non sarà caratterizzato da una linea pregiudiziale. «Saremo un’opposizione seria, responsabile e libera – ha spiegato Guccione –. Sosterremo ogni provvedimento che riterremo utile alla città, indipendentemente da chi lo proporrà». Allo stesso tempo, il gruppo annuncia battaglia contro ogni scelta ritenuta contraria agli interessi dei cittadini.

La proposta choc: “Dimettiamoci tutti e restituiamo la parola ai modicani”

Il momento più politico dell’intervento è arrivato con la proposta rivolta all’intero Consiglio comunale.

Guccione ha invitato tutti gli schieramenti a una verifica definitiva davanti agli elettori. «Se davvero ritenete che questa Amministrazione abbia fallito, dimostratelo. Se davvero questa esperienza è arrivata al capolinea, dimostratelo tutti insieme: dimettiamoci tutti». Una proposta che coinvolgerebbe maggioranza, opposizione, Amministrazione e Consiglio comunale.

«Restituiamo la parola ai cittadini – ha aggiunto – perché se non ci sono accordi costruiti nelle stanze e se non ci sono interessi personali da difendere, nessuno dovrebbe avere paura del giudizio dei modicani».

“Modica è davanti a un bivio”

Nella parte finale del suo intervento, Guccione ha definito l’attuale fase politica un bivio per la città.

Da una parte, secondo la capogruppo, ci sarebbe la strada degli accordi di palazzo e degli equilibri interni; dall’altra quella di un ritorno al confronto diretto con i cittadini.

«La politica non nasce nei palazzi. La politica nasce tra le persone». La conclusione è affidata al tema della credibilità politica: «Le cariche passano, le maggioranze passano, gli assessori passano. Ma una cosa resta: la credibilità».

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