LA LEISHMANIOSI: ARRIVA IL VACCINO (PARTE 1)

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La nostra provincia si trova, purtroppo, geograficamente collocata in un’area dove la diffusione di questa malattia è notevole. Si tratta di una zoonosi, cioè di una malattia che riguarda anche la specie umana.
Un piccolissimo protozoo, la Leishmania, è il “parassita” responsabile di tale malattia; tale microscopico ‘nemico’ ha però bisogno, per poter scatenare i sintomi della malattia, di compiere parte del proprio ciclo vitale all’interno di un vettore, il flebotomo (o più comunemente ‘pappatacio’), un insetto (simile ad una piccola zanzara) che a sua volta può quindi veicolare le leishmanie con la puntura al cane (… o all’uomo).
La sintomatologia nel cane è estremamente varia e la malattia può evolvere fino ad uno stadio di gravità che può portare a morte il soggetto se non curato o non rispondente a terapia.
La diagnosi di Leishmaniosi viene eseguita dal medico veterinario con alcune prove di laboratorio secondo un protocollo comune stabilito dal GSLC (un gruppo di studio a livello europeo sulla malattia); secondo lo stesso protocollo, dopo aver effettuato diagnosi, verrà attribuito uno ‘stadio’ ben preciso ed instaurata la corretta terapia.
Alcuni presidi (antiparassitari esterni specifici contro i flebotomi) sono stati negli ultimi anni un valido aiuto per diminuire l’esposizione del cane al contagio tramite la repellenza nei confronti degli insetti vettori.
La novità dell’ultimora è la produzione e la commercializzazione di un VACCINO nei confronti della Leishmaniosi. La presentazione e la commercializzazione di tale vaccino inizierà in Italia proprio nei prossimi giorni; è per questo che Vi rimandiamo ad uno dei prossimi articoli per parlare del vaccino in maniera più approfondita.

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