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Insegue il pirata della strada per tutta Modica: il racconto che cambia la storia dell’incidente in Corso Umberto
31 Mag 2026 10:28
Dietro la vicenda del pirata della strada che nei giorni scorsi ha provocato un incidente in pieno centro storico per poi fuggire, emerge adesso una storia di grande senso civico che merita di essere raccontata.
Nelle ore successive all’incidente era già trapelato che la vettura coinvolta, una Honda Civic, risultava intestata a un cittadino extracomunitario e priva di copertura assicurativa. Le forze dell’ordine stanno continuando gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio dell’accaduto.
A fare luce su quanto avvenuto dopo lo schianto è però il racconto pubblicato sui social da Danilo D’Arrigo, uno dei cittadini che non è rimasto indifferente davanti alla fuga dell’automobilista. “Non ho paura a dire che ho inseguito per tutta Modica l’extracomunitario che ha tamponato due veicoli e si è dato alla fuga”, scrive D’Arrigo, spiegando di essere salito immediatamente sulla propria moto per seguire il responsabile. Un inseguimento durato circa trenta minuti, da Modica Bassa fino a Modica Alta e poi verso la zona della Vignazza. Un gesto che, come lo stesso protagonista tiene a precisare, non è stato dettato da pregiudizi o motivazioni personali.
“Prima di affiancarlo non sapevo neanche chi fosse. Indipendentemente dalla razza, dall’origine o dal sesso, lo avrei seguito ugualmente. Non è stato personale, è stato senso civico”, sottolinea. Nel suo racconto emerge anche il contributo di altri cittadini. Una coppia a bordo di un’automobile avrebbe infatti tentato di seguire il fuggitivo, senza però riuscire a stargli dietro a causa del traffico e della conformazione delle strade cittadine.
La svolta sarebbe arrivata quando D’Arrigo ha incrociato una pattuglia della Guardia di Finanza. I militari, allertati immediatamente, sarebbero intervenuti raggiungendo il luogo dove il conducente aveva parcheggiato il veicolo. Secondo quanto riferito nel post, l’uomo sarebbe apparso in evidente stato di alterazione. “Era ubriaco, è sceso dalla macchina, ha finito di bere una birra e ha lanciato la bottiglia”, racconta il cittadino, aggiungendo che durante la fuga avrebbe persino tentato di farlo cadere dalla moto.
Nonostante la tensione del momento, colpisce il tono utilizzato da D’Arrigo, che evita giudizi sommari e invita a riflettere sul valore della responsabilità personale. “Le scelte sbagliate le facciamo tutti. Potrebbe aver ricevuto una brutta notizia e aver cercato rifugio nell’alcol. Non voglio giudicare senza conoscere i fatti. Lo perdono, ma è giusto che paghi per i danni fatti”, scrive.
Parole che hanno raccolto decine di apprezzamenti e commenti. Molti cittadini hanno elogiato il comportamento del giovane, considerandolo un esempio positivo in un periodo storico in cui troppo spesso, per paura o per indifferenza, si preferisce voltarsi dall’altra parte. Allo stesso tempo, dai commenti emerge una richiesta quasi unanime: maggiori controlli sulle strade e un contrasto più incisivo contro chi guida senza assicurazione, sotto l’effetto dell’alcol o mettendo a rischio l’incolumità degli altri utenti della strada.
La vicenda di Corso Umberto, al di là degli aspetti giudiziari che saranno chiariti dalle forze dell’ordine, lascia dunque un messaggio importante. In una società dove spesso prevale il disinteresse, il gesto di alcuni cittadini dimostra che il senso civico esiste ancora e può fare la differenza.
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