Indossare i bermuda in Questura? Meglio di no (e vi spieghiamo il perché)

Ci si può recare in bermuda nei palazzi istituzionali ed essere respinti all’ingresso per l’abbigliamento ritenuto poco confacente al contesto? Lo chiede uno degli iscritti al gruppo Facebook “Sei di Ragusa se…” che scrive sulla propria esperienza capitata insieme un amico nel palazzo della Questura di Ragusa.

Tralasciando il fatto che l’interlocutore abbia copiato di sana pianta uno scritto comparso quattro anni fa sullo stesso argomento, la materia ha attirato tanti commenti, con pochi sì al pantalone corto e molti favorevoli al pantalone classico. Commenti che creano dibattito quando le varie discussioni si accendono.

Sembra evidente che l’agente in servizio all’ingresso del palazzo della polizia abbia applicato una misura disposta dal questore, Vincenzo Trombadore.

Molti chiedono: esiste una legge che disciplina tale eventualità? No, non esiste. L’unica applicazione è per coloro che lavorano in luoghi dove la sicurezza impone un certo tipo di abbigliamento specifico. Nel caso della polizia, poi, non ci possono essere bermuda né pinocchietti, se non in caso di specifiche azioni di servizio in borghese.

La discussione aperta appare interessante, andate a vedere che la polizia obbliga il cittadino a rispettare una legge che non c’è!

Sorge però un’altra domanda: ci recheremmo in un palazzo istituzionale indossando un bermuda, sopra o sotto il ginocchio? Il palazzo potrebbe essere un Tribunale, un’ex Provincia, una caserma dei Carabinieri e della Guardia di finanza, una scuola, eccetera. Probabilmente no. Per una semplice ragione, che risponde alla legge non scritta: il buon senso. Lo stesso che consentirebbe a un agente o militare di accogliere una persona in abbigliamento chiamiamolo “sportivo” se vittima di una rapina, di un furto o qualsiasi altro reato.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it