IN PROVINCIA DI RAGUSA CARNI E ORTAGGI PIENAMENTE CONTROLLATI


“Non vale la pena di creare allarmi inutili e preoccupazioni. Tutti i prodotti alimentari che arrivano sui banchi di vendita, in tutte le fasi di lavorazione ed in tutti i passaggi, sono costantemente controllati e monitorati. Ancor più le carni bovine che, dopo la vicenda Bse, sono soggette ad un sistema di etichettatura e di tracciabilità con le seguenti informazioni obbligatorie: numero che identifica l’animale o il lotto di animali; paese e numero di approvazione dell’impianto di macellazione; paese e numero di approvazione del laboratorio di sezionamento; paese di nascita; paese di ingrasso”. Lo sottolinea Confagricoltura Ragusa dopo la diffusione della notizia riguardante l’intossicazione alimentare di alcuni bambini in Francia forse provocata da hamburger di carne tedesca contaminata dal batterio E.Coli.

“C’è un sistema di allerta rapido che permette di individuare le eventuali anomalie e di circoscrivere immediatamente le partite sospette – dice il presidente di Confagricoltura Ragusa, Sandro Gambuzza – nella nostra provincia, nonostante alcune discutibili scelte gestionali a livello di associazione allevatori regionale, siamo all’avanguardia, in campo europeo ed internazionale, nel controllo della sicurezza alimentare; è importante che i consumatori siano ben informati in proposito”.

Gambuzza, inoltre, ritiene positivo che il ministro Romano abbia subito firmato il decreto applicativo del regolamento Ue per il ritiro dal mercato dei prodotti ortofrutticoli europei colpiti dalla crisi di mercato generata dall’allarme E.Coli in Germania. “Finalmente – aggiunge – si potranno avviare le operazioni ‘di soccorso’ per i produttori. Sono state accolte, a livello nazionale, le richieste di Confagricoltura di prolungare l’intervento fino a luglio, di non limitarlo solo ai cetrioli (ma di prevederlo per una gamma più ampia di orticoli danneggiati, come pomodori, insalate, indivie, peperoni e zucchine) e di effettuarlo anche per il prodotto non ancora maturo. Resta l’incognita della congruità dell’importo stanziato a livello europeo, di 210 milioni di euro, dal momento che la situazione commerciale non è ancora tornata alla normalità e quindi è difficile valutare fino a quanto perdurerà lo stato di crisi”.

 

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