Il verde come infrastruttura sanitaria: la sfida viene lanciata al MyPlant 2026. La Sicilia in primo piano

Milano – Non più semplice elemento ornamentale, ma infrastruttura strategica per la salute pubblica, la resilienza climatica e lo sviluppo economico. Si apre domani a Fiera Milano Rho la decima edizione di Myplant & Garden (18-20 febbraio), il più importante Salone internazionale del verde professionale, che quest’anno si presenta come una vera e propria “Olimpiade del verde”: 60.000 metri quadrati di esposizione, circa 800 marchi, il 20% esteri, e oltre 200 delegazioni ufficiali di buyer provenienti da 47 Paesi.

La manifestazione fotografa un comparto in piena espansione. Il florovivaismo italiano ha raggiunto nel 2024 il valore record di 3,25 miliardi di euro, il più alto mai registrato, con una crescita del 3,5% sull’anno precedente e oltre il 30% rispetto al 2014. L’export ha superato 1,2 miliardi di euro, confermando l’Italia seconda potenza esportatrice europea e terza mondiale, con un saldo commerciale positivo di 374 milioni.

La Sicilia terza potenza nazionale

In questo scenario brilla la performance della Sicilia, che si conferma terza regione italiana per valore alla produzione, con 313,5 milioni di euro (quasi il 10% dell’intera produzione nazionale), in crescita rispetto ai 302 milioni del precedente rilevamento.

Di questi, 218,6 milioni derivano da fiori e piante in vaso (+4,2%), mentre oltre 94 milioni provengono dal vivaismo (+2,5%). L’Isola occupa il secondo posto nazionale per produzioni di fiori e piante in vaso (dietro la Liguria) e il terzo gradino del podio per il vivaismo (dopo Toscana e Lombardia).

Saranno 35 le imprese siciliane presenti in fiera, pari al 5% degli espositori italiani, pronte a intercettare la domanda dei mercati europei e internazionali, con particolare attenzione ai Paesi ad alta capacità di spesa del Medio Oriente e dell’Asia centrale.

Il verde come investimento sanitario

Ma Myplant 2026 non è solo una vetrina commerciale. Al centro del dibattito emerge una visione sempre più condivisa: il verde urbano come infrastruttura sanitaria.

Il valore economico del comparto si intreccia con quello sociale e ambientale. Un albero può assorbire tra 10 e 20 kg di CO₂ all’anno; le aree alberate possono registrare temperature fino a 1-1,5 gradi inferiori rispetto alle zone urbanizzate; la presenza di spazi verdi è associata a benefici misurabili sulla salute pubblica, dalla riduzione dello stress al miglioramento della qualità dell’aria e alla prevenzione di patologie cardiovascolari.

In un contesto in cui solo nel 2025 i danni da eventi climatici in Italia sono stimati in quasi 12 miliardi di euro, il verde viene presentato come leva economica capace di ridurre costi futuri – anche sanitari – oltre che ambientali.

Il ruolo di Assoimpredia

Tra i protagonisti della manifestazione, Assoimpredia (Associazione Nazionale Imprese per la Difesa e la Tutela Ambientale), che nel corner dell’Area Landscape (Pad 8 – C40) rilancia il tema del verde come investimento strategico e non come mero costo.

Due i focus principali: la gestione delle emergenze fitosanitarie nel verde pubblico e l’ingegneria naturalistica come eccellenza italiana nella rigenerazione urbana. Un confronto che coinvolgerà istituzioni, mondo scientifico e operatori del settore, con l’obiettivo di definire standard e modelli gestionali capaci di coniugare sostenibilità, salute e competitività.

Un settore che pesa sull’economia reale

Il florovivaismo italiano rappresenta l’8% delle produzioni vegetali nazionali, coinvolge 17.500 imprese e oltre 45.000 ettari coltivati. Il vivaismo, con oltre 1,7 miliardi di euro di valore, costituisce più della metà della produzione complessiva, mentre la floricoltura si attesta intorno a 1,5 miliardi.

I principali mercati di destinazione restano Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Regno Unito, mentre le importazioni provengono soprattutto da Paesi Bassi, Francia, Spagna, Germania e Grecia.

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