IL TAVOLO DA RIUNIONE

I negozi di mobili per ufficio non hanno più tavoli da riunione: tutti venduti, anche gli alberghi hanno contribuito all’esaurimento scorte. Una volta bastava un salottino, un divano e due poltrone, qualche sedia e uno sgabello per i più giovani. Oggi per una questione di pari opportunità, non quella fra generi diversi, tutti hanno bisogno del tavolo riunione, possibilmente con le estremità arrotondate per non far dire a qualche giornalista meticoloso che c’era seduto qualcuno a capotavola.

In verità c’è qualcuno che ancora si riunisce mettendo quattro sedie in circolo, a tipo serata dai nonni attorno al braciere, ma sono quelli che producono poche parole e molti fatti.

Le riunioni impazzano, ci sono riunioni per così dire separate per quei partiti e quelle coalizioni dove i pretendenti abbondano e occorre presentarsi ordinati ai nastri di partenza.

Ci sono invece riunioni dove non sanno chi candidare, sanno solo chi non vogliono come candidato e allora l’incontro serve a sollevare un polverone di proposte e di candidature, compresa quella della ‘società civile’ che da sempre un tono a chi la propone, al partito e alla coalizione.

Tutte sono riunioni riservate, preparatorie o propedeutiche come si suol dire, ci sono solo mezze ammissioni, leggere indiscrezioni, ma poi capita che entra, si badi bene, da sola, una telecamera e allora tutti i partecipanti all’incontro si sentono in dovere di diffondere la notizia o quantomeno di non negare la stessa a chi ne fa specifica domanda.  

Sono comunque, sempre riunioni entusiasmanti, perché danno il senso della purezza della democrazia in Italia: seduti accanto gli esponenti di tanti partiti e movimenti, quelli che sono accreditati di un 20% e quelli che a stento raggiungono il 2,7 %, magica alchimia che può servire alla fine per tirare fuori il candidato del partito più piccolo che si erge a collante della coalizione che non ha trovato l’equilibrio per la candidatura e a garante delle diverse componenti di uno altro partito. Sono anche riunioni allargate, democratiche anche nell’accogliere partiti, o quantomeno gli esponenti che si presentano a rappresentarli, che magari a Roma o a Palermo sono alleati con coalizioni opposte. E lì sorge un dubbio: ma queste presenze sono frutto di strategie locali ? Oppure i presenti sono spie dormienti destate per captare le intenzioni del nemico ? oppure ancora queste presenze sono frutto di quelle abili strategie che sempre hanno fatto della Sicilia il laboratorio politico per eccellenza ?

Poi, l’indomani parli con uno dei leader dei partiti he hanno partecipato all’incontro e ti senti dire : “ ma cui, i picciuotti ? lasciali riunire, fino al 25 pomeriggio non sappiamo quali fari si accenderanno e quali candele si spegneranno”

E allora tutti questi soldi per i tavoli riunione ?

Comunque RagusaOggi.it sarà sempre attenta allo svolgersi degli eventi e cercherà di dare tempestive informazioni su incontri e riunioni.

Una delle prime riunioni, di cui è stata data notizia, è stata quella di esponenti del Megafono che si sono incontrati con il PD.

Una seconda è stata quella degli esponenti dei partiti di centro destra che hanno voluto allargare l’incontro all’area moderata in genere.

E così, ai piani alti dell’hotel Mediterraneo, per quello che nelle intenzioni di qualcuno doveva restare un incontro riservato, si sono incontrati esponenti del PDL, di Cantiere Popolare, della Destra, del movimento Pensare Ibleo, di Grande Sud, dell’UDC e rappresentanti del gruppo Antoci che in blocco si è autosospeso dal partito in polemica con la dirigenza provinciale.

Ufficialmente pare non si sia parlato di candidature a Sindaco, meno che mai si sono fatti nomi per a Provincia. Solo un incontro tra amici per cercare di trovare delle convergenze programmatiche per una eventuale alleanza.

Insomma, aspettiamo i risultati delle consultazioni nazionali, poi vediamo.

Principe di Chitinnon

 

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