IL SORPASSO

Sono state spese cifre enormi per i sondaggi ma nessuno riesce a prendere sonno regolarmente.

Come diceva un vecchio detto, ‘la paura fa novanta’ e siccome in politica la forma espressiva più usata è la parola non mancano gli atteggiamenti, i discorsi e le dichiarazioni che fanno trapelare la sindrome da possibile sconfitta.

Manca meno di una settimana alle elezioni e un po’ tutti hanno perso la testa.

Leggere qua e là le dichiarazioni degli esponenti dei vari partiti è un sollazzo perché si dice tutto e il contrario di tutto, si inonda la controparte di contumelie, l’offesa diventa ordinaria amministrazione, si arriva addirittura a schernire l’avversario anche per menomazioni fisiche e questo la dice lunga su alcuni di quelli che si candidano a governarci. Naturalmente lo spettacolo, per la statura, non fisica, dei protagonisti, assurge ai livelli della migliore commedia napoletana o delle esibizioni più divertenti di Litterio.

Negli ultimi giorni ha preso il sopravvento la paura, i sondaggi, che non si possono divulgare ma si possono commissionare, avranno confermato tendenze di cui si aveva qualche minima percezione così da trasformare la campagna elettorale da naturale propaganda politica a favore del proprio partito e dei candidati in una denigrazione permanente delle altre formazioni politiche e degli altri candidati, quasi a scacciare lo spettro del nemico.

Può capitare allora che uno va ad ascoltare gli esponenti di un partito o movimento per comprenderne meglio i programmi e le intenzioni ma si trova ad ascoltare cosa c’è di peggiore negli altri partiti, secondo la convinzione, abbastanza diffusa ma malamente mimetizzata, che gli elettori in genere sono una massa di coglioni che pendono dalle labbra dell’oratore di turno per carpire la scienza della politica.

C’è di tutto in giro: il centro destra temeva di restare distanziato dal centro sinistra, poi dice di aver recuperato (commettendo la stessa violazione di legge di chi pubblicasse i sondaggi, n.d.r.) e nel tentativo, dall’esito incerto si parla di vittoria e di sorpassi e qualcuno si trova atterrito per la performance di formazioni di cui sentono il fiato sul collo. E’ la stessa sensazione di andare a 160, 170 Km/h in autostrada, ti trovi in galleria, ti sembra di volare e ti accingi a sorpassare chi ti sta davanti, all’improvviso, dietro di te senti il rombo di un otto o di un dodici cilindri che si avvicina a velocità impressionante (il rumore, non la macchina) e ti viene naturale togliere il piede dall’acceleratore. Per la cronaca, quando passa non vedi la macchina, senti solo il rumore!

Il centro sinistra, al di là delle beghe di coalizione ha sempre sbandierato sicurezza, mostra, comunque, di temere l’esito delle votazioni ma appare più disorientato per la paventata ingovernabilità che potrebbe anche rendere inutile un successo relativo alle urne. Il centro, da dove provengono gli atteggiamenti più scomposti e nervosi, si rende conto, ogni giorno di più, di essere solo la quarta forza della nazione (cioè l’ultima!) e di esercitare uno scarsissimo appeal sugli elettori. I grillini sono ormai consapevoli che, comunque vadano le cose, usciranno a testa alta dalla competizione, i piccoli partiti sperano nella benevolenza divina per cercare di sistemare qualche esponente che possa mantenere in vita il nome del partito e le sue (del candidato) finanze.

In questo quadro a metà tra il tragico e il comico ciò che impressiona è che molti temono per la propria sopravvivenza politica e, in qualche caso, anche della sopravvivenza dei partiti ma nessuno tralascia di fomentare e mantenere beghe, rivalità, contrapposizioni all’interno delle stesse coalizioni che dovrebbero costituire, naturalmente, la sintesi di programmi e di strategie comuni. complice anche il fatto che pur di riportare il successo non si ha il coraggio di mettere nero su bianco i programmi e i provvedimenti che si andranno ad adottare. Così si assiste allo spettacolino di cabaret di chi propone il condono fiscale e l’amnistia mentre l’alleato, senza di cui non potrebbe formarsi una maggioranza, smentisce categoricamente iniziative di questo genere. Dall’altra parte si cerca di essere più diplomatici, di prendere in giro gli elettori sotto altre forme, così si parla di patrimoniale fra mille distinguo, si approva il matrimonio fra persone dello stesso sesso a patto di non chiamarlo matrimonio, si parla di eutanasia sperando che il malato muoia prima per non affrontare l’argomento.

I temi che interessano la gente, sanità, lavoro, cultura, infrastrutture, agricoltura, corruzione, criminalità, giustizia, ambiente, che dovrebbero far parte integrante dei programmi di partito e di coalizione sono affidati alle competenti e collaudate gestioni delle aule parlamentari. Oggi il voto, poi vediamo!

Come è vero che si stava meglio quando si stava peggio!

Dal momento che i leader politici sono modelli politici di perfezione da imitare, secondo le logiche interne dei partiti, avviene poi che, localmente debba essere naturale scimmiottare i leader con le parole, gli atteggiamenti, le strategie, le offese, le improbabili prese di posizione, sempre nell’interesse personale e del partito, mai proiettando l’azione politica a beneficio della collettività.

E quale terreno migliore di quello dove si dovranno tenere elezioni per il Comune e la Provincia? E’ un po’ come coltivare vite a Marsala o agrumi nella Conca d’Oro o, per amor di patria, pomodori a Vittoria.

E così divisioni all’interno del partito, a Ragusa siamo già a due, ma con le provinciali di mezzo si spera in una performance migliore (pardon, più esaltante, non vorrei che qualcuno si adombrasse per mancato rispetto della par condicio), candidature di tutti i tipi, anche di chi vanta 150 voti di preferenza, illustri sconosciuti che parlano di politica e pretendono di disporre a casa e paese altrui.

L’importante è fare caciara, perché nella confusine sempre qualcosa ci può uscire, soprattutto prima di lunedì, quando le urne daranno i giudizi inappellabili su persone e partiti.

Il fatto che la gente possa essere stanca di tutte queste commedie è secondario.

Comunque state attenti al sorpasso in galleria: si sente ma non si vede!

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