IL SILENZIO DEI FONDALI E IL RITORNO AL GREMBO MATERNO

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“Bedda tu fusti fatta ro signuri, pusata r’accussi ‘mmienzu a lu mari…” così in una sua poesia Elio Galfo parla della nostra terra. E In questa isola posata in mezzo al mare c’è un angolo di terra che fa da spartiacque tra il Mediterraneo e lo Ionio. Proprio  laggiù c’è un modo per apprezzare la bellezza della natura in assoluto silenzio. Inforcata la maschera, erogatore in bocca e le parole davvero non servono più. Dario, la guida sul gommone del Diving Centre Il Paguro, Centro per immersioni subacquee tra i pochissimi del litorale nel quale si respira aria di grande professionalità, impartisce le ultime indicazioni. Si gonfiano i G.A.V. (giubetti ad assetto variabile) e ci si catapulta in mare, si comincia a scendere, si compensa l’aria nelle orecchie, si sgonfia il G.A.V il mare ti inghiotte, metro dopo metro ti accoglie il silenzio, i colori del mare si fanno è più intensi, l’acqua penetra sotto la muta. Ci si guarda tra i sub, ci si chiede spesso conferma con le mani: tutto ok. Ma nelle orecchie solo il rumore del proprio respiro. È un ritorno al grembo materno: mai come in questa occasione “la madre terra” è davvero madre. I movimenti sono lenti lo sguardo non ha lo stesso respiro che in superficie e il frastuono è  assente, il tatto è alterato dall’acqua. Una grotta si apre improvvisa, non è profonda, circa 8 metri: è la grotta dei Gamberi. Ma dentro accoglie una miriade di piccoli pesci che ti vengono a scrutare curiosi. Il più buffo è il pesce scoglio. Schivo, resta immobile credendo di passare inosservato e guarda altrove. E poi i pesci pettine coloratissimi e festanti e la flora è stupenda. Ondeggia sinuosa e leggera al passaggio della corrente. Una stella marina si apre per mettersi in mostra e un polpo si raccoglie per poi spingersi in avanti in contrazioni eleganti e ritmate. Una caretta caretta giace sul fondo ha un amo conficcato e dispiace a tutti vederla lì. Dario Accaputo Dive Master da 10 anni pratica questo sport, e la sua sicurezza in acqua infonde serenità al gruppo. Controlla, scruta, si ferma e poi torna alla guida del gruppo. È lui che decide la rotta in base alle correnti e alle condizioni del mare. È vero laggiù dove non puoi esprimerti a parole la solidarietà  è forte tra i sub, così ti senti responsabile per i compagni d’avventura e sai che non sei da solo. Al ritorno, sul gommone è tutto una festa un entusiasmo bambino ti prende e ti spinge a commentare ciò che è accaduto: il gioco coi pesci, le difficoltà a compensare, la temperatura dell’acqua. Sotto il tendone del Diving ci si rifocilla con acqua da bere già si programma la prossima uscita, e Marzamemi resta a guardare.

 

 

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