IL GRUPPO TIDONA CHIUDE I BATTENTI. CENTO LAVORATORI LICENZIATI

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Il Gruppo Tidona Prefabbricati chiude per cessata attività’ aziendale .

Più’ di cento lavoratori sono coinvolti in un licenziamento rapido ed improvviso .

I motivi della chiusura sono certamente legati agli effetti di una crisi di mercato, che dura dal 2008 e che peggiora di anno in anno e che sta decimando il mondo del lavoro, ma anche e forse sopratutto alle insolvenze contabili,  ai debiti che  le imprese Tidona hanno sommato negli anni.

I bilanci del gruppo Tidona parlano chiaro. Siamo in presenza di una esposizione pari a una decina di milioni di euro: fornitori,  INPS e sopratutto i lavoratori che vantano crediti importanti .

I lavoratori  non percepiscono lo stipendio dal novembre 2013 e  non avranno corrisposti i loro emolumenti: il T.F.R. ,  le loro retribuzioni,  il mancato preavviso, le  ferie maturate e non pagate.

Per il mondo del lavoro oggi è una giornata  di lutto .

Non è  normale, non è usuale, non è accettabile,  non è possibile che una crisi di queste dimensioni  possa essere vissuta e sopportata nell’assordante silenzio della quotidianità .

Siamo di fronte al fatto che non si potevano  impedire i licenziamenti; che il gruppo Tidona, probabilmente, non chiude definitivamente i battenti e infine che i lavoratori, con molta probabilità, non riusciranno attraverso le vie legali, che saranno costretti ad intraprendere, a recuperare gli emolumenti.

Il gruppo Tidona, attraverso un percorso già pianificato da mesi,  ha individuato  il modo per risolvere e affrontare la situazione debitoria e di crisi del lavoro .

Attraverso le normative vigenti, nel caso di procedure concorsuali e di concordato preventivo,  i lavoratori potranno ottenere dalla tesoreria dell’ INPS,  attraverso il fondo di garanzia, una  parte del loro credito:  il TFR e tre mensilità,  in modo parziale, ossia un importo mensile non superiore a 860,00 euro .

Gli ulteriori crediti difficilmente saranno recuperabili,  salvo l’eventuale procedura concorsuale se andrà a buon fine .

L’economia della provincia di Ragusa  oggi sta subendo un ulteriore duro e pesante colpo.

Le famiglie  dei lavoratori licenziati e disoccupati dal primo febbraio  potranno  per qualche anno (due, tre o quattro anni di mobilità) essere parzialmente protette dalla indennità di mobilità  .

Siamo in presenza di una vera e propria macelleria sociale .

Il gruppo Tidona se oggi chiude è certamente per errori compiuti  nel passato;  probabilmente per una politica industriale sbagliata. Oggi l’opinione pubblica ragusana e siciliana resta attonita  in presenza di una notizia così grave.

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