Da lunedì 6 luglio il Centro diagnosi e trattamento intensivo precoce per i disturbi dello spettro autistico dell’ASP di Ragusa avrà una nuova sede temporanea. Le attività saranno infatti trasferite nei locali comunali di via Berlinguer, messi a disposizione dal Comune di Ragusa attraverso un contratto di comodato d’uso gratuito, così da garantire la piena […]
IL GOVERNO CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA
17 Giu 2010 19:14
Vittoria – Invece di investire sul futuro dei nostri giovani, i settori della formazione e della ricerca diventano le principali fonti di risparmio individuate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze. “La scuola più di tutti è destinata a pagare la crisi – denuncia il circolo di Vittoria di Sinistra Ecologia Libertà – ai più di 40 mila posti di lavoro cancellati e all’espulsione in massa dei precari già messi in conto da Tremonti, si è sommata una finanziaria massacro che provoca per docenti e ATA una perdita economica senza precedenti. Il blocco per tre anni degli scatti di anzianità significa un furto medio di 30 mila euro nell’arco dell’intera carriera lavorativa, fino a raggiungere un massimo di 45 mila euro; ed il furto aumenta ancora di migliaia di euro a causa del blocco contrattuale per tre anni”. I tre regolamenti della scuola secondaria superiore entrano in vigore dal 16 giugno e troveranno graduale attivazione a cominciare dalle prime classi del prossimo anno scolastico. I più colpiti, come è noto, saranno i precari: ai 25 mila già licenziati lo scorso anno se ne aggiungeranno circa 20 mila a settembre. Secondo Sinistra Ecologia Libertà “la politica dei tagli e la condizione di soprannumero dei docenti rappresenta un duro colpo alla preparazione e alla formazione degli studenti e anche un danno alle famiglie che puntavano sul tempo scuola come arricchimento delle competenze per il futuro dei loro figli. Una scuola privata e costosa per pochi. Una pubblica, di serie B, destinata a creare insicurezza, lavoro precario e solitudine”. Il giudizio sulla manovra economica è chiaro: il governo colpisce ancora i settori della conoscenza, non agisce sullo sviluppo e non da risposte ai troppi precari, le cui prospettive occupazionali anzi si allontanano. “Una simile manovra è iniqua, inaccettabile e va modificata significativamente. E’ quindi necessario muoversi contro la politica di arretramento che la scuola pubblica subisce da questo Governo”. (l.c.)
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