Uno dei temi di maggiore attualità nel dibattito politico di questi giorni riguarda il contenimento dei costi degli enti Locali, con particolare riferimento ai Comuni e alle Province. Al riguardo di quest’ultima, si arriva a ipotizzare addirittura la cancellazione, soprattutto delle più piccole.
Premesso che non sono affatto d’accordo sulla cancellazione nel nostro Ordinamento Pubblico della Provincia, perchè le criticità che ne deriverebbero sarebbero ben maggiori dei benefici conseguenti ai risparmi di spesa (si pensi ai poveri Sindaci che andrebbero caricati di ulteriori oneri, alla collocazione del personale, alla distribuzione e all’accentramento in sede regionale delle funzioni e delle relative competenze etc.etc, ), ci si chiede se le direttive del recente Decreto “SalvaItalia” di Monti vadano nel senso di un maggiore rigore nel contenimento della spesa pubblica, relativamente agli Enti locali.
Con tutta franchezza ritengo di si, se realmente si arriverà ad una diminuzione del numero di consiglieri e assessori , che appare francamente eccessivo in rapporto alle reali funzioni svolte.
Nella percezione dell’opinione pubblica è di tutta e corale evidenza che i consigli provinciali (e comunali…) appaiono a volte un organismo pletorico , sovra dimensionato nel numero degli eletti, e sovente portato ad uno sterile e scarsamente produttivo dibattito. Si ha la netta sensazione anche che l’elezione a consigliere sia una sorta di surrogato dell’occupazione, tesa a massimizzare gettoni di presenza e indennità varie , a percepire una sorta di reddito alternativo o aggiuntivo a quello della normale occupazione. Se poi si fa il raffronto fra produttività dell’azione politica del consigliere e costo per la finanza dell’Ente, le perplessità aumentano ancora. Con ciò non si vuole oscurare l’importanza della figura del consigliere e il suo ruolo di rappresentanza del cittadino nelle pubbliche istituzioni, ma sicuramente mettere in dubbio l’utilità della composizione numerica dei consessi. Stesso discorso va fatto per gli assessori, e, in una sorta di percorso all’inverso verso realtà maggiori, per le deputazioni regionali e nazionali. Da tempo si invoca una diminuzione del numero dei parlamentari regionali e nazionali, ma da quelle orecchie tutti si fanno sordi, e non vi è modo di far capire ai vertici delle forze politiche che l’opinione pubblica ( …quella solita a subire l’onda crescente dei sacrifici…) è assolutamente sgomenta nel constatare l’immobilismo su questo versante.
Tornando alle Provincie e ai Comuni, è auspicabile che la direttiva del Decreto Monti si traduca ben presto in realtà, consentendo un necessario dimagrimento dei consessi elettivi, con beneficio per le casse esangue degli stessi. Aggiungerei che analogo rigore dovrebbe riguardare anche la burocrazia degli stessi, temperando gli stipendi, in qualche caso abnormi, di funzionari e dirigenti, non sempre pari agli effettivi meriti ed alle responsabilità connesse al loro ruolo. Provvedimenti più virtuosi per tutti, eletti e burocrati, eliminazione degli sprechi, maggior controllo e rigore nella spesa pubblica, darebbero alle finanze degli Enti locali un maggiore respiro . Ma a monte c’è però un problema, che definirei il problema dei problemi…l’etica, e il rispetto della legge. E qui casca l’asino, perchè la corruzione della sfera pubblica è la maggiore e la più odiosa tassa che noi italiani siamo costretti a pagare. Basta sfogliare le pagine di qualunque giornale per rendersi conto di vivere in un sistema contagiato e ammorbato dal virus del malaffare, eletto a regola dominante. E quote sempre crescenti di spesa pubblica si indirizzano verso i rivoli della corruzione….
Vorrei infine testimoniare una mia recente esperienza estera, per comprovare la necessità di introdurre nell’Ordinamento italiano degli Enti Locali un maggior rigore e incisive modifiche. A metà novembre siamo stati ricevuti dal Sindaco di Vaughan, città satellite di Toronto di 300.000 abitanti, di cui oltre la metà di origine italiana. Tralascio dal sottolineare la gentilezza e il calore con cui siamo stati accolti, ma a colpirmi è stato l’aver appreso che un Comune cosi’ complesso e ben gestito, con servizi erogati di qualità massima, nell’ordinamento canadese è gestito – sic!- da un Sindaco, sei consiglieri con funzioni di assessori, ed un city manager. Ogni commento è superfluo. Ma è lecito chiedersi che, se all’estero questo è normale, perchè in italia non dovrebbe esserlo? Ed anche in altri Ordinamenti Pubblici di Stati Esteri è in vigore un sistema più snello ed agile del nostro.
Il nostro paese attraversa sicuramente una fase di transizione, con la speranza che ci si sollevi e ci si tiri fuori dal baratro finanziario, economico, sociale e morale in cui siamo caduti. Occorre risvegliare le migliori coscienze civiche, riformare e cambiare vecchie e consolidate abitudini, abbandonare in ognuno di noi l’istinto all’individualismo a beneficio di una maggiore percezione del bene e dell’interesse pubblico , retaggio di una cultura dominante –ahimè- negli ultimi decenni, per capire che ci si salva tutti insieme se si vuole evitare di affondare con uguale sorte. Nè quella pletora di evasori e privilegiati che ora , come sempre, l’hanno fatta franca con l’ennesimo decreto lagrime e sangue , pensino di salvarsi da soli. Nell’Arca di Noe’ difficilmente ci sarà posto per i non giusti e i rei…Sic transit gloria mundi, è stato detto recentemente (da quale pulpito poi …) a proposito della orrenda fine di uno dei più efferati dittatori dell’era moderna…e questo vale per tutti, anche per quelli che vivono di gloria effimera, dimentichi che, dinanzi al Supremo Giudice, torneremo ad essere tutti UGUALI.
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