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IL CONSIGLIO COMUNALE DI POZZALLO HA AVVIATO LA PROCEDURA DI DECADENZA PER INCOMPATIBILITA’ A CARICO DI UN CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE
15 Giu 2012 13:54
Competente ad avviare la procedura di decadenza nei confronti di un consigliere comunale incompatibile ( art. 10 e 11 della Legge Regionale n. 31/86) è il Consiglio comunale. Nella sua interezza. Appartenenze, giudizi negativi o positivi, buonismo oppure accanimento, non possono né devono condizionare nessuno. Nel momento in cui un consigliere presta giuramento sa perfettamente che ha il dovere di difendere e applicare le leggi dello Stato e della Regione. Non si tratta di essere censori o giudici. Ma di esercitare il mandato ricevuto dagli elettori. Legittimo, in caso di dubbi o incertezze, chiedere pareri legali. Anche per evitare, magari in perfetta buona fede, di sbagliare. Il Consiglio comunale di Pozzallo nella seduta di insediamento dell’11 giugno scorso, a seguito di esposto presentato da un cittadino residente, ha avviato la procedura di decadenza nei confronti di un consigliere comunale. Il consigliere chiamato in causa entro dieci giorni dovrà presentare le sue controdeduzioni . Accusato di avere una lite in corso con il Comune, dovrà dimostrare al Consiglio la fondatezza o meno dell’accusa a lui mossa. Dopodiché il Consiglio sarà chiamato a prendere visione degli atti. Se l’accusa risulta a verità, il Consiglio inviterà il consigliere contestato a rimuovere la causa di incompatibilità entro i prossimi dieci giorni. Nel caso in specie il consigliere, per rimuovere la causa di incompatibilità, dovrebbe fare prontezza di una ingente somma di denaro ( si parla di 500.000 euro), chiesta dal Comune a titolo di risarcimento danni nella causa civile intentata contro di lui dalla passata Amministrazione. Il presidente del Consiglio, trascorsi i dieci giorni dal secondo round procedurale, è chiamato a convocare di nuovo il Consiglio per accertare la sussistenza o meno della causa di incompatibilità. Preso atto dei documenti presentati, riconvoca il Consiglio per la terza volta a distanza di altri dieci giorni. A questo punto la decisione finale. Che prescinde dal merito della causa, ma che deve essere riferita solo e soltanto al perdurare del contenzioso tra il consigliere comunale ed il Comune. In questo caso i consiglieri sono chiamati ad applicare la normativa vigente. Fermo restando che il consigliere ha tutto il diritto di rivolgersi successivamente al Tribunale Amministrativo Regionale per fare valere le sue ragioni e per chiedere eventualmente di essere riammesso fra i banchi del Consiglio comunale. Dice: ma non potrebbe essere l’Amministrazione comunale in carica a rinunziare al procedimento in corso presso il Tribunale di Modica? Ecco il problema. Intanto va precisato che l’argomento investe la sovranità del Consiglio comunale. Di cui è presidente il giovane Gianluca Floridia. Persona perbene, dirigente dell’Associazione Libera, da sempre impegnato in battaglie di giustizia, continuerà certamente, anche nel caso in questione, a privilegiare e favorire un indubbio percorso di legalità. Va inoltre detto con chiarezza che il sindaco non può rinunziare ad un procedimento in corso, in cui il Comune è parte lesa, senza considerare le conseguenze alle quali andrebbe incontro. Di carattere politico, civile e penale. Per non dire che il problema sarebbe sicuramente attenzionato anche dalla Corte dei Conti. “Ho intenzione di valutare – ha detto il sindaco Luigi Ammatuna – la rinuncia all’azione giudiziaria”. Alla luce della normativa vigente, della grave situazione economica del Comune e della delicatezza della questione, il sindaco farebbe bene a riflettere con la massima attenzione e prudenza sul da farsi. Aldilà di sentimenti e buone intenzioni.
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