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I droni per produrre l’olio Dop Monti Iblei. VIDEO
06 Gen 2026 10:26
Nei campi degli Iblei, dove nasce uno degli oli Dop più identitari della Sicilia, la tradizione incontra l’innovazione. A raccontarlo è un servizio della Tgr Rai Sicilia, firmato da Fabio Butera, che accende i riflettori su una nuova frontiera dell’olivicoltura: l’uso dei droni e delle tecnologie di precisione per affrontare siccità, cambiamento climatico e aumento dei costi di produzione.
Dopo aver riempito il serbatoio d’acqua, il drone decolla. In pochi minuti è in grado di simulare la distribuzione di trattamenti utili a rinforzare le piante e proteggerle dagli insetti nocivi oppure di irrigare, in modo mirato, anche appezzamenti difficili da raggiungere con i sistemi tradizionali. Una dimostrazione concreta di come, in appena dieci minuti, si possano eseguire interventi che fino a ieri richiedevano tempo, manodopera e grandi quantità di risorse.
Nel territorio ragusano, anche dove si produce l’olio Dop Monti Iblei, l’agricoltura di precisione sta diventando una risposta necessaria alla scarsità d’acqua. Sensori GPS, dati meteorologici e mappe aeree lavorano insieme per indicare dove e quando intervenire. Concimazioni e irrigazioni non sono più uniformi, ma calibrate sulle reali esigenze delle piante, riducendo sprechi e migliorando la resa.
Le immagini dall’alto consentono di monitorare in tempo reale lo stato di salute degli uliveti. Le cosiddette “mappe di vigore” restituiscono dati puntuali che permettono di pianificare con precisione gli interventi successivi, anche quelli più tradizionali. Un approccio che, oltre a fare bene all’ambiente, può abbattere i costi di produzione fino al 30%.
Come spiegato nel servizio della Tgr, oggi esistono applicazioni capaci di monitorare la piovosità e calcolare il fabbisogno idrico delle piante in modo estremamente accurato. In un contesto segnato dal cambiamento climatico e dalla crescente carenza di manodopera, queste tecnologie rappresentano una risorsa fondamentale per garantire qualità e continuità produttiva.
Resta però un nodo da sciogliere: l’accesso agli incentivi. Spesso i piccoli produttori, che negli Iblei operano su superfici di due, tre o quattro ettari, fanno fatica a intercettare i fondi comunitari destinati all’innovazione. La frammentazione aziendale diventa un limite. La sfida, come emerge dal racconto di Fabio Butera, è fare rete, mettere insieme le realtà produttive per accedere agli aiuti e colmare quel divario tecnologico che rischia di penalizzare proprio chi produce qualità.
Tra ulivi secolari e droni in volo, l’olio Dop Monti Iblei guarda così al futuro: un futuro in cui la tecnologia non cancella la tradizione, ma la rafforza, rendendola più sostenibile e competitiva.
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