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I CARABINIERI DI COMISO ARRESTANO UN TUNISINO ED UN EGIZIANO
05 Giu 2010 20:33
Nella giornata di ieri, in Comiso, i Carabinieri della Compagnia di Vittoria, al termine di un predisposto servizio di controllo del territorio organizzato nel crocevia delle aree rurali tra i comuni di Comiso, Acate e Vittoria, hanno tratto in arresto due extracomunitari di cui uno sorpreso mentre cedeva sostanza stupefacente, l’altro per l’inottemperanza al decreto di espulsione. Un terzo extracomunitario è stato denunciato per avere essere stato trovato in possesso di altro stupefacente. In particolare i Carabinieri della Stazione di Comiso, hanno proceduto al controllo di un’abitazione rurale sita tra la campagna comisana e la Contrada Berdia di Vittoria dove venivano notati due extracomunitari di cui uno stava cedendo alcuni involucri verosimilmente contenenti stupefacente all’altro. I due venivano immediatamente fermati e identificati in Ammar Nader 23enne, tunisino, bracciante agricolo e in Nasr Abhutaleb Mohammed Said 24enne egiziano, celibe, bracciante agricolo, entrambi domiciliati in contrada Berdia. L’Ammar, sottoposto a perquisizione personale e domiciliare, veniva trovato in possesso di alcune dosi di eroina oltre che di un bilancino di precisione e di quanto necessario per confezionare lo stupefacente in dosi e quindi dichiarato in arresto per aver venduto all’egiziano altre dosi di stupefacente di cui quest’ultimo veniva trovato in possesso. Il Nasr Abhutaleb veniva comunque deferito a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di stupefacente, poiché oltre alle dosi appena acquistate, deteneva oltre € 155,00 in banconote di piccolo taglio presumibile provento tanto da poter ritenere che comperasse la droga dal tunisino per poi rivenderla a sua volta. Unitamente ai due extracomunitari veniva controllato e un cittadino marocchino che si trovava in loro compagnia, Bouslama Salah Eddime 23enne, bracciante agricolo, che veniva tratto in arresto poichè all’atto della completa identificazione, risultava essersi trattenuto sul territorio dello stato italiano nonostante il decreto di espulsione impostogli dalla questura di Brescia nel gennaio scorso. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, venivano trasferiti presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’autorità giudiziaria iblea.
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