Ha solo 15 anni e lotta per sopravvivere: dramma e l’arrivo a Pozzallo. Intanto nuovo sbarco

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Sono poco più che adolescenti, piccoli uomini che viaggiavano da soli, 15, 16 e 18 anni. Uno di loro, lotta ancora tra la vita e la morte, nel reparto di Rianimazione del Cannizzaro di Catania dove è stato sottoposto ad un delicato intervento di Neurochirurgia. Era stato trasferito in elisoccorso dopo essere stato stabilizzato al Baglieri-Maggiore di Modica, la teca cranica lesionata, frammenti ossei all’interno. Era arrivato a Pozzallo con altre 139 persone.

Viaggiavano su una imbarcazione in ferro aggredita da una motovedetta libica: spari, forse un morto che in Italia non è mai arrivato. Sono stati salvati dalla Guardia costiera italiana e dalla Guardia di finanza. Gli altri due compagni di viaggio non rischiano la vita. In mattinata invece è stato operato presso l’ospedale Baglieri-Maggiore di Modica il 18enne anch’egli egiziano per ridurre la lesione al volto che ha interessato l’area dello zigomo, mascella e mandibola.

Avrà bisogno di altre cure ma potrebbe essere dimesso a breve. Non destano particolari preoccupazioni, le condizioni del terzo giovane, 16 anni. La sua coscia è stata perforata da un proiettile; un foro d’entrata e uno di uscita. E’stato sottoposto a esami clinici e ad una consulenza ortopedica all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. In mattinata è stato trasferito all’ospedale di Vittoria per una consulenza di chirurgia vascolare. 

Gli sbarchi continuano

Nel pomeriggio di oggi un gruppo di 38 persone originarie del Bangladesh è stato salvate dalla motovedetta Cp 325 della Guardia costiera italiana a circa 120 miglia a sud di Pozzallo.

Avrebbero raccontato di essersi persi, volevano dirigersi a Lampedusa e sarebbero partiti due giorni fa da Bengasi. Le persone dopo il doppio controllo medico a cura dell’Usmaf (con il team guidato dal medico Vincenzo Morello) e dell’Azienda sanitaria (con il team del medico Angelo Gugliotta) sono state trasferite all’hot spot. Stanno tutti bene.

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