La carenza di medici nel sistema dell’emergenza-urgenza continua a rappresentare una delle principali criticità della sanità territoriale. Per fronteggiare questa situazione, l’ASP di Ragusa ha pubblicato una manifestazione di interesse finalizzata alla formazione di un elenco di professionisti disponibili a prestare servizio sulle ambulanze medicalizzate del Servizio 118. L’iniziativa punta a garantire una maggiore copertura […]
Guardia Medica di Modica Alta, la città si compatta: “Nessun obbligo di trasferimento”. L’ASP non ha rispettato gli utenti
17 Giu 2026 09:09
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Sulla vicenda del trasferimento della Guardia Medica da Modica Alta alla Casa della Comunità di Modica Sorda, un dato appare ormai evidente: al di là delle appartenenze politiche, la città si è ritrovata unita nel chiedere chiarezza e nel difendere un presidio sanitario considerato strategico per un vasto quartiere cittadino.
A sancire questa unità istituzionale è oggi la sindaca Maria Monisteri, che ha scelto di sgombrare il campo da possibili strumentalizzazioni politiche e di trasformare la vicenda in una battaglia comune. “Ci sono le schermaglie che attengono alla politica che dividono. Ma ci sono le battaglie istituzionali da affrontare nell’esclusivo interesse della città che invece uniscono”, ha dichiarato il primo cittadino.
La sindaca ha inoltre chiarito un aspetto fondamentale della vicenda: il Decreto Ministeriale 77 del 2022, richiamato dall’ASP nella comunicazione agli utenti, non imporrebbe automaticamente il trasferimento di tutte le sedi di Continuità Assistenziale all’interno delle Case di Comunità. La norma, infatti, prevede l’integrazione dei servizi territoriali, ma lascia alle Regioni e alle Aziende Sanitarie margini organizzativi nella scelta delle sedi da mantenere operative.
Una precisazione che cambia sensibilmente il quadro e che rafforza la richiesta avanzata da più parti di mantenere attivo il presidio di via Loreto, considerato essenziale soprattutto per la popolazione anziana e per quanti risiedono nella parte alta della città.
Ma se sul merito della questione si aprirà inevitabilmente un confronto tra Comune e ASP, è il metodo che ha lasciato basiti utenti e cittadini.
Ciò che non ha funzionato, infatti, è stata soprattutto la comunicazione. Il trasferimento è stato scoperto dagli utenti praticamente a cose fatte. Prima alcuni cartelli comparsi sulla porta della struttura di Modica Alta, poi l’avviso pubblicato dall’ASP il giorno successivo. Nel frattempo, molti cittadini hanno appreso la notizia soltanto recandosi fisicamente presso la sede storica della Guardia Medica.
Una modalità che ha generato disorientamento e alimentato inevitabili polemiche. Anche perché soltanto nel pomeriggio del 15 giugno era emersa in maniera non ufficiale l’intenzione di trasferire alcuni servizi sanitari presso la Casa della Comunità di Modica Sorda. Il giorno dopo, però, il trasferimento risultava già eseguito.
Da qui la sensazione, condivisa da molti cittadini, di una decisione calata dall’alto senza un adeguato percorso informativo. E questo indipendentemente dal giudizio sulla scelta organizzativa dell’ASP. Perché una cosa è discutere sull’opportunità di accorpare servizi sanitari; un’altra è comunicare un cambiamento che interessa migliaia di utenti soltanto quando esso è già operativo.
Adesso la questione si sposta sul piano istituzionale. La sindaca ha annunciato interlocuzioni con l’Assessorato regionale alla Salute e una mobilitazione condivisa con i consiglieri comunali per chiedere il mantenimento del presidio a Modica Alta.
Nel frattempo emerge un elemento politico non secondario: raramente negli ultimi anni una vicenda cittadina aveva registrato una convergenza così ampia tra amministrazione comunale, consiglieri di maggioranza e opposizione, associazioni e cittadini. Se qualcuno immaginava una contrapposizione tra schieramenti, la reazione registrata in queste ore racconta invece una città compatta attorno a una richiesta precisa: discutere le scelte che riguardano i servizi essenziali e farlo alla luce del sole, prima che vengano attuate e non quando sono ormai diventate irreversibili.
In tarda mattinata si registra anche una nota stampa dell’Asp nella quale si dichiara: “L’ASP comprende l’attenzione manifestata dalle istituzioni e dai cittadini rispetto alle esigenze del quartiere di Modica Alta e rimane disponibile al confronto. Ogni valutazione su eventuali ulteriori articolazioni territoriali del servizio, tuttavia, dovrà essere affrontata nelle sedi istituzionali competenti, alla luce del quadro normativo e organizzativo vigente e delle esigenze del territorio”.
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