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Fondamenali durante la pandemia e ora scartati dall’Asp di Ragusa. La rabbia degli psicologi
10 Mag 2023 11:45
Scartati dopo aver prestato servizio durante l’emergenza pandemia. Ma, finita l’emergenza, sono stati mandati a casa senza avere possibilità di appello. E’ quello che è successo al gruppo di psicologi Covid dell’Asp di Ragusa, in tutto 21 professionisti in servizio dal 7 dicembre 2020 al 30 aprile 2023. I vertici dell’Asp, infatti, hanno deciso di non prorogarli e di conseguenza, questo gruppo di professionisti, è costretto a tornare a casa.
GLI PSICOLOGI RACCONTANO COS’E’ ACCADUTO
Sono loro stessi a raccontare la vicenda: “Qualche giorno prima del 28 aprile era stata pubblicata una delibera all’albo pretorio dell’Asp che parlava di una nuova proroga. In quella giornata, invece, il 28 appunto, il commissario straordinario dell’Asp Fabrizio Russo ci comunica che non ci sono più i presupposti per una proroga (tanto che la delibera di prima è risultata annullata). Ma perché proprio noi? Perché si è sentita la necessità di fare a meno di chi si era speso senza un attimo di sosta per aiutare i più fragili, sul piano emotivo e non solo, in questo difficile periodo?“
Il gruppo psicologi dell’Asp sottolinea che l’azienda sanitaria provinciale non era riuscita a individuare modalità adeguate per rispondere a bisogni sempre più emergenti, trovando piuttosto il modo di tenere al suo interno risorse preziose su cui aveva investito in tutti questi lunghi mesi.
GLI PSICOLOGI, UN PREZIOSO AIUTO DURANTE L’EMERGENZA PANDEMICA
E certamente, il servizio degli psicologi è stato importantissimo durante l’emergenza pandemica. “Nell’estate del 2021, ad esempio, i numeri che abbiamo dovuto fronteggiare sono stati impressionanti. E riuscire a chiamare tutti gli utenti che ne avevano necessità ha messo a dura prova la nostra tenuta”, spiegano.
E ADESSO? NON SERVONO
Naturalmente, c’è tanta rabbia: “Adesso, si scopre che non c’è più bisogno di noi. Ma i problemi sono rimasti. Se la pandemia ha cessato i suoi effetti nefasti, lo stesso non si può dire delle ripercussioni mentali che la stessa ha creato. La fascia dell’infanzia e dell’adolescenza, ancora oggi, quella più a rischio. Sono necessarie terapie adeguate, interventi specifici da parte di professionisti. Lo strascico di disagi con cui stiamo facendo i conti è davvero notevole. E a fronte di ciò l’Asp di Ragusa non ha trovato di meglio da fare se non darci il benservito. Inspiegabile su tutti i fronti”.
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