FNS: SERVE L’ASSEGNO MINIMO VITALE PER I DISOCCUPATI, GLI INDIGENTI E CHI NON HA REDDITO

Gli Indipendentisti di “Lu Frunti Nazziunali Sicilianu” ritengono sia urgente e necessario istituire in Sicilia il “reddito sociale”, o “reddito minimo vitale” o “reddito di cittadinanza” per tutti coloro che versano in condizioni economiche disagiate.
L’ F.N.S. ha sempre avanzato la suddetta “proposta-rivendicazione” e la ripropone in questo momento delicatissimo, nel quale ogni giorno qualche cittadino disperato si suicida, in Sicilia o nel territorio della Repubblica Italiana.
«Non ignoriamo certamente che sull’argomento si sia aperto un dibattito molto vivace ed anche serio, arricchito da argomentazioni scientifiche, economiche, sociali, sanitarie eccetera. Esiste anche una molteplicità di precedenti sperimentali in passato vissuti da Enti che hanno avviato localmente l’attivazione di questa istituzione. Ma nella sostanza una “decisiva” scelta, generale ed immediata, tarda ad arrivare. Dimenticando tutti che il “meglio” è nemico del “bene” e che, studiando, studiando, l’ammalato muore.
Non ci sfuggono le difficoltà attuative, ma ci terrorizzano il “politichese”, il “sindacalese”, e l’opportunismo di coloro che sono nelle condizioni di provvedere e non provvedono».

L’FNS ha avanzato delle linee guida per attuare le proposte dell’assegno minimo vitale: «È opportuno, oltre che giusto, a prescindere da ogni altra considerazione, dare alcune specifiche caratteristiche a quello che va definito “reddito di inserimento” e che dovrà accompagnare il lavoratore nel periodo che trascorre dalla perdita del precedente posto di lavoro al momento della nuova occupazione.
Altro tipo di sostegno va dato invece al complesso mondo dei lavoratori precari, per i quali alle prevedibili detrazioni d’imposta, vanno aggiunti sgravi fiscali più ampi oltre che alleggerimenti previdenziali ed assistenziali. A questi ultimi lavoratori in tal modo si assicurerebbero maggiori redditi e maggiori possibilità di impiego. Anche perché sarebbero minori gli oneri per i rispettivi datori di lavoro.
Intanto, però, un trattamento a sé stante – urgentissimo e prioritario anche in termini di forniture di beni di consumo e di servizi – va riservato a tutti coloro che non hanno alcun reddito – né possibilità concrete di inserirsi nel mondo del lavoro. Adempimento forse molto costoso, ma senza dubbio necessario, utile e pur sempre nobile.
A giudizio dell’ FNS tutti questi provvedimenti, – che peraltro dovranno andare di pari passo, – sono doverosi, in quanto rappresentano l’attuazione di principi fondamentali di solidarietà e di giustizia sociale. E di salvaguardia della vita e della dignità umana.
Infine non va sottovalutato il fattore della ricaduta in termini di convenienza, di utilità e di opportunità per nostra società. In quanto solamente iniziative di tal genere possono rendere praticabili e legittime nel mondo del lavoro quelle misure di mobilità e di competitività che le regole del mercato globale oggi ci impongono.
E – vorremmo aggiungere – l’adozione di queste iniziative potrà evitare fenomeni a catena di fallimenti e di disoccupazione, in quanto resterebbero in vita e forse crescerebbero numerosi esercizi commerciali e piccole e grandi aziende che oggi abbassano le saracinesche, uno dopo l’altro, fra l’indifferenza e la rassegnazione della società e della “politica politicata”».

 

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