FESTIVAL DELLA SCIENZA. GENOVA.

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La bellezza è il filo conduttore del dodicesimo Festival della Scienza, in programma a Genova dal 23 ottobre al 3 novembre 2013. Una bellezza che si diffonde per la città seguendo il consueto approccio e lo storico obiettivo della manifestazione: rendere la scienza accessibile a tutti, appassionando il pubblico di ogni età – dagli studenti agli esperti – grazie alla varietà degli argomenti trattati, all’autorevolezza degli ospiti, alla partecipazione attiva alle iniziative, alla capillare diffusione sul territorio e a un programma che prevede conferenze, laboratori, mostre scientifiche e artistiche, spettacoli, incontri, tavole rotonde, exhibit, concorsi per start up e progetti speciali.

Il Festival si conferma un’occasione di incontro per ricercatori, appassionati, scuole e famiglie, è ideato e organizzato dall’Associazione Festival della Scienza,

con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il sostegno istituzionale di

Regione Liguria, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Genova, Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e la partnership di Telecom Italia.
È uno dei più grandi eventi di diffusione della cultura scientifica a livello internazionale.

Tema di quest’anno è stato il Tempo, quel tempo proprietà della coscienza che definisce passato, presente e futuro, ma anche quel tempo della scienza, successione di istanti e simultaneità, che non trascorre, ma semplicemente è.

Il tempo è talmente evidente da essere materia quotidiana sia dello scienziato che del filosofo, entrambi non ancora raggiunto risposte definitive sulla sua natura.

Agostino del tempo diceva “Cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”.

In quanto scienza misurabile è divenuto parte della scienza con Galileo e Newton, dopo Einstein è divenuto argomento a sé.

Tuttavia, per noi che viviamo a velocità quotidiane, lontane da quelle folli e relativistiche, il tempo è quello scandito dagli impegni, dai meccanismi biologici, dall’accumularsi della memoria e dell’esperienza.

Abbiamo calendari e orologi meravigliosi, pronipoti di clessidre e meridiane, che ticchettano il tempo degli atomi, computando le frazioni più intime del secondo.

Ascoltiamo tempi musicali, crediamo che il tempo abbia un valore, possa essere scambiato, impegnato, rubato, perduto.

Il Tempo è trasversale ed eternamente moderno, ecco perché l’abbiamo scelto come tema di questa edizione del Festival” dicono coloro de l’Associazione Festival della Scienza e la presidente Manuela Arata.

Quest’anno il Festival ospita la Francia per celebrarne la sua straordinaria tradizione scientifica e l’impegno che esprime con costanza nel sostenere la ricerca, attraverso i suoi enti e istituti di ricerca e in previsione della Conferenza sul Clima di Parigi che si terrà nel 2015: “Guardiamo alla Francia nel nome della continuità geografica che ci spinge al confronto naturale, riconoscendo inoltre l’attenzione che il Paese dedica all’innovazione e al progresso tecnologico, attraverso le testimonianze dei suoi studiosi e ricercatori, protagonisti di un cammino sempre ambizioso.” Ad inaugurare la Kermesse, infatti, Serge Haroche, premio Nobel per la fisica e direttore del Collège de France.

Il Festival ha colto nel segno programmando in anticipo questioni di attualità, come gli

incontri sui cambiamenti climatici e il virus Ebola, dove il pubblico ha trovato risposte

autorevoli su temi ormai quotidiani, come la conferenza sul Bosone di Higgs che ha attirato una folla da stadio, o la lezione di

meccanica quantistica che si è addirittura dovuta trasferire in piazza Matteotti con il

pubblico sulla scalinata di Palazzo Ducale.

Il Festival ha riservato un importante spazio ad un’altra grande questione del mondo contemporaneo, oltre quella del clima che sta impazzendo, vale a dire il rischio delle pandemie: “Ebola: un vaccino tutto italianoha incantato un pubblico numerosissimo con la lectio magistralis di Alfredo Nicosia, lo scienziato che sta studiando un vaccino contro la malattia.

Il programma si è arricchito all’ultimo con la conferenza “Acqua che (non) ti aspetti – I dati meteorologici  reali della recente alluvione, per spiegare in modo scientifico, a genovesi e non, cosa è accaduto davvero il giorno delle esondazioni.

Il Festival della Scienza si è imposto sui grandi media nazionali, con diversi servizi televisivi su Tg1, Tg3, RaiNews24, Rai Educational, oltre che sui programmi radiofonici (RadioRai, Radio Capital, Radio Montecarlo, Radio Dimensione Suono, Radio 24). I media genovesi hanno  ancora una volta seguito con passione e attenzione il Festival garantendo una copertura quotidiana multimediale ricca, varia e di grande qualità. Il sito ufficiale, inoltre, www.festivalscienza.it si è confermato il principale strumento di informazione con oltre 60 mila visitatori nel periodo della manifestazione.

«Il Festival si conferma sempre di più un luogo di scambio culturale, comunicazione

scientifica e formazione professionale – ha sottolineato Vittorio Bo, direttore del Festival – I giovani, e non solo loro, vengono per curiosità, interesse, passione, ma anche per capire come pensare e progettare il loro futuro. Il nostro obiettivo è rendere la scienza accessibile e familiare, superando confini e limiti, geografici e culturali.

 

Un successo confermato dalle migliaia di presenze, oltre 180 mila visite in dieci giorni per la dodicesima edizione del Festival che ha illuminato Genova come capitale della Scienza.

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