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EVITARE L’UTILIZZO SUPERFLUO ED IMPRODUTTIVO DEL PALAZZO DELLE POSTE
02 Ott 2011 06:18
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Con una maggioranza risicata di voti (sette favorevoli, otto contrari e due astenuti) e con un solo voto di scarto i consiglieri comunali di Pd, Mpa, assieme a Np, respingendo la mozione presentata sull’ex Palazzo Poste, hanno deciso di cancellare in un colpo, e con divisioni significative all’interno dei gruppi consiliari di maggioranza durante la votazione, il lungo dibattito attorno alla destinazione dell’ex Palazzo Poste.
Obiettivo della mozione che avevamo presentato era quello di riprendere rispettosamente il dibattito che sull’immobile negli anni scorsi, dal momento dell’acquisto da parte del Comune in poi, attraverso un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti, e passando da un Concorso nazionale di idee, aveva impegnato il Consiglio e i cittadini, data la collocazione al centro della città dell’immobile, riaprendo democraticamente il dibattito ed evitando nell’immediato il trasferimento degli uffici comunali.
Neppure il richiamo allo scopo dell’acquisto a suo tempo dell’immobile, che era quello di contribuire a riqualificare l’intera area interessata allo stabile, nel centro del barocco della città, è servito a fare desistere la maggioranza dall’intento di una destinazione che molti ritengono superflua e improduttiva.
Ma l’aspetto più preoccupante che è emerso in modo estemporaneo in Consiglio, e accennato da parte del Presidente nella precedente riunione, è il fatto che il palazzo risulterebbe, a causa di un pignoramento avviato da trentaquattro creditori del Comune, posto all’asta giudiziaria fissata per il 15 novembre prossimo.
In buona sostanza sembrerebbe che mentre si discute sulla utilizzazione nel modo migliore del palazzo, lo stesso non risulterebbe più nella disponibilità del Comune e, pertanto, già avviato ad essere acquistato da privati cittadini ad un prezzo, che sembra, molto al disotto del suo valore.
Poiché riteniamo di grande attenzione la problematica, invitiamo l’Amministrazione Comunale ad informare urgentemente, nei modi che riterrà più opportuni, il Consiglio sulla vicenda e di indicare quali soluzioni sono ancora possibili affinchè il palazzo rimanga in mano pubblica e per evitare che la città perda un bene strategicamente importante.
Da questo punto di vista, Sel, nonostante l’esito del voto sulla mozione e sulla precedente delibera di valorizzazione degli immobili, è disponibile al confronto e alle iniziative utili a salvare il palazzo dal tentativo di acquisizione dei privati.
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