ESPLORIAMO!!!

Forse è vero che i sondaggi (che ripetiamo non possono per legge essere pubblicati) continuano a parlare e a parlare chiaro. Inutile allora scandalizzarsi per rivelazioni più o meno pilotate.

Ma quello che colpisce sono i segnali di resa, che certamente qualcuno potrà disconoscere, propendendo, invece, per segnali di responsabilità politica di chi sente destinatario della missione di salvare la nazione, forse anche per mandato popolare.

Ma non possono non colpire le dichiarazioni di alcuni esponenti di spicco della sinistra.

D’Alema esterna a proposito di Grillo e dei grillini:

“Ho un grandissimo rispetto per le tante persone che scendono in piazza intorno a Grillo e per il sentimento di protesta, ben comprensibile, che li anima …  a Grillo che appare un Berlusconi più giovane, più trasversale, ma con un’impronta simile. Lo vediamo del resto anche dalle promesse campate per aria Il suo è un inquietante populismo autoritario”.

Aggiunge, arrogandosi poteri decisionali che, forse, non gli saranno riconosciuti, che comunque il Pd sarà aperto al dialogo, anche col M5s: “Siamo una forza responsabile, democratica, che vuole dialogare con tutti. Certo, anche con i parlamentari del Movimento 5 stelle. Dialogare con Grillo non è facile perché è lui a non volerlo.”

Colpisce la rassegnazione nel dover, forse necessariamente, scendere a patti con l’avversario, rassegnazione incorniciata dall’inconfondibile tono supponente di D’Alema che appare certo della disponibilità della controparte a trattare, sottile nelle distinzioni che celano un intento dirompente nel contribuire a creare una linea di demarcazione nel movimento 5 stelle fra eletti e leader, fra eletti e movimento, una mossa al limite della correttezza politica.  

Più accettabile, ma non meno insidiosa, specchio delle diversità fra i due esponenti del PD, la posizione di Bersani che mira a ‘fare scouting’ tra gli eletti del M5s, espressione chiarita da Miguel Gotor, intellettuale di riferimento di Pier Luigi Bersani, in un’intervista al Fatto quotidiano: “Dopo le elezioni, ‘esplorare’ la qualità e il senso di responsabilità della loro rappresentanza parlamentare, verificando nel merito le loro posizioni”. Anche in questo caso speranza che tra il comico genovese e i grillini eletti ci possa essere una distinzione : “Lo capiremo nei primi mesi di attività parlamentare. Grillo è un guru che gioca allo sfascio ma i deputati del Movimento 5 stelle hanno il diritto e il dovere di essere valutati per il loro comportamento. Dovranno eleggere i loro capigruppo, fare dichiarazioni di voto, assumersi responsabilità e questo sarà un bene: inizia una nuova fase di quel movimento. Peraltro Grillo ha già dimostrato di voler controllare in modo autoritario e intollerante la sua parte e credo che questo potrà produrre degli effetti con i rappresentanti parlamentari del movimento. Fideismo e democrazia di solito non vanno d’accordo. In una battuta: sono più curioso dei 5 stelle, meno dei grillini”.

In pratica ci si prepara al dopo elezioni, cercando di trovare intese per stare al timone, scacciando ipotesi di ingovernabilità e di nuove elezioni.

Sullo sfondo resta il paese che non ha le idee chiare sulla crisi, ma, peggio, su come intendono affrontarla i diversi schieramenti.

Per aumentare la confusione si fa addirittura strada l’ipotesi che lo stesso Grillo sia travolto dalle ipotesi di successo superiori alle aspettative, che si ritrovi a  leader della seconda forza del paese consapevole di non essere adeguatamente preparato all’evento e certo della mancanza di adeguata preparazione dei suoi eletti.

Si cerca di porre un argine alla volontà popolare, limitandola agitando i fantasmi dell’ingovernabilità.

Ma quando c’era l’opportunità di determinare un sostanziale rinnovamento della politica in Italia, favorendo un cambiamento evolutivo all’interno del partito, non ci sono stati, anzi sono stati rifiutati, tentativi di dialogo e di scouting.

Il tentativo politico di Matteo Renzi, avrebbe potuto influire sul destino della nazione. Il Pd avrebbe potuto tentare anche la carta dell’autosufficienza, la conquista del 51 % che avrebbe, comunque, inaugurato una vera terza repubblica.

Teniamoci allora tattiche, strategie, sondaggi (segreti), dialogo con le frange minoritarie del paese e con quelle emergenti. Nella spasmodica ricerca e prenotazione di poltrone e strapuntini illudiamo la gente parlando e straparlando di tasse, lavoro ed età pensionabile.

Carceri, baraccati italiani ed extra comunitari, ambiente, industria, istruzione, ricerca, disoccupazione e quant’altro attiene agli italiani sarà trattato successivamente in poltrona.

 

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