Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale. Una segnalazione che mette in luce due casi […]
EMERGENZA RIFIUTI: INCAPACI ED IPOCRITI
13 Apr 2010 17:36
Hanno avuto 13 anni di tempo tutti i comuni della provincia, a prescindere dal colore politico dell’amministrazione, per evitare che i rifiuti sommergessero le città. Ma non hanno fatto nulla non capendo o non volendo capire che la discarica è un buco e che prima o poi si riempie e che per farla durare al massimo bisogna gettarci meno rifiuti possibile? Se si fosse fatta la raccolta differenziata in modo serio e raggiungendo gli obiettivi fissati così come imposto dal D.lgs 22/97, dalle varie ordinanze del Commissario all’Emergenza Rifiuti, dal D.lgs 152/06 e infine dalla nuova legge regionale sui rifiuti, le tre discariche della provincia sarebbero durate almeno per altri 10 anni. A qualcuno che si chiede dove erano gli ambientalisti durante il blocco della discarica di cava dei Modicani, rispondiamo che Legambiente è fatta di gente seria che non fa le pagliacciate. Le soluzioni si trovano applicando il buon senso e rispettando le leggi. Il comune di Ragusa che ora si erge a difensore della discarica, per anni l’ha gestita in modo pessimo causando l’inquinamento dell’area circostante. Lo stesso comune , il maggior produttore di rifiuti, avrebbe dovuto portare in discarica negli ultimi due anni, con l’aumento della raccolta differenziata al 35% così come previsto nel capitolato d’appalto, almeno 10.000 tonnellate in meno, invece ne ha portato 1.000 in più rispetto a quanto ne conferiva nel 2007, riducendo in questo modo la durata della discarica. Anche gli altri comuni si sono comportati allo stesso modo con pochissima RD ed elevati conferimenti in discarica, ma almeno non hanno venduto illusioni ai propri cittadini. Ma la cosa che colpisce è che nessuno in questa emergenza, tranne Legambiente, pronuncia la parola raccolta differenziata per risolvere l’emergenza e propone un modello di gestione dei rifiuti differente da quello che ci sta portando al disastro, e questo ci fa presagire che il peggio verrà nei prossimi mesi. Non sappiamo se questa dimenticanza è figlia dell’ignoranza, della malafede, o di qualcosa di peggio. Forse un po’ di tutto. Comunque sia chi ci ha portato in queste condizioni dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi e chiedere scusa ai cittadini a cui offrono servizi pessimi a prezzi esorbitanti. In un impresa privata li avrebbero già da tempo messi alla porta. Ci dispiace solo una cosa, che ancora una volta i politici cercano soluzioni senza coinvolgere coloro che poi dovranno pagare i loro probabili errori, e cioè i cittadini.
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