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Ecco perchè l’aeroporto di Comiso non funziona. L’analisi di Franz Cannizzo, esperto di turismo
12 Ago 2026 16:23
In un mese l’Etna ha eruttato tre volte. E per tre volte, in trentaquattro giorni, il vulcano ha fermato i voli in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania.
In una situazione come questa, l’aeroporto “Pio La Torre” di Comiso, che si trova ad appena 94 chilometri da Catania, viene utilizzato in modo minimale e non può fungere da scalo alternato con Catania. Peràè ? Lo ha detto, in una dichiarazione pubblica l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò. Comiso non può assorbire il traffico di Catania perché è un aeroporto piccolo e ha solo sei piazzole di sosta, che non potrebbero garantire i flussi di volo.
Parte proprio dalle due dichiarazioni Franz Cannizzo, esperto del settore turistico catanese, in passato anche assessore. “Sei piazzole – afferma Cannizzo – sono meno di quello che qualsiasi aeroporto regionale europeo di media importanza considera il minimo operativo per gestire un picco di traffico. L’aeroporto di Charleroi in Belgio, un aeroporto secondario, ne ha quarantadue. Quello di Girona in Spagna, gateway del turismo della Costa Brava, paragonale per dimensione e vocazione a quello di Comiso, ne ha ventisei.. Ecco perché i passeggeri catanesi si sono ritrova ti a cercare pullman a Palermo, a pagare 800 euro per un taxi, ad aspettare treni che passavano da Messina allungando il percorso di ore”.
L’aeroporto di Comiso ha una pista certificata per i voli intercontinentali, si trova al centro di uno dei distretti agroalimentari e turistici con gli otto siti del Val di Noto. C’è il via libera dell’Unione Europea per investimenti per 47 milioni di euro, ma tutto rimane fermo al palo.
Cannizzo fa parte di Confcommercio, che attraverso Camera di Commercio, controlla Sac. Eppure la sua è una voce fuori dal coro. Analizza i dati del commercio e del turismo per spiegare le grandi potenzialità di Comiso, che però rimangono disattese. “Nel 2025 ha trasportato 134.495 passeggeri. Cinquanta volte meno di Fontanarossa. Questo è il punto di partenza, non il punto di arrivo. E la distanza tra i due non è una sentenza sul futuro di Comiso. È la fotografia di tredici anni di gestione senza una strategia, senza un piano, senza un obiettivo scritto da qualche parte che qualcuno fosse tenuto a rispettare.”
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