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Due sacerdoti e 27 volontari: il volto umano dell’accoglienza al porto di Pozzallo
17 Lug 2026 15:52
Due sacerdoti, ventisette volontari ed una cabina di regia curata dal vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo. Questi i numeri per un servizio concreto, quello della Caritas della diocesi netina che ha accolto dal 1° gennaio 2025 al 27 giugno 2026 ben 3.545 persone. La carità non conosce confini, tempi, nazionalità, fede religiosa e colore della pelle: su questa cifra si muove l’impegno diocesano voluto da mons. Rumeo, da Don Paolo Catinello, Direttore della Caritas, Migrantes e Ufficio problemi sociali e del lavoro, da Padre Gianni Treglia e dai vari volontari della carità. Don Paolo Catinello Parla di numeri ma anche di accoglienza, di come vengono accolti i fratelli che arrivano sulle sponde dell’isola in quel porto di Pozzallo che da diversi decenni è il luogo sicuro. “L’intervento della Caritas/Migrantes della Diocesi di Noto, a partire dal luglio 2025, lungo le banchine del porto di Pozzallo e durante gli sbarchi, garantisce la prima assistenza umanitaria, in stretta sinergia con la Prefettura, i medici Usmaf, con l’Asp e le Forze dell’Ordine. Le attività si concentrano sulla distribuzione di beni di prima necessità e sul supporto psico-sociale per i migranti. Si tratta di interventi che vogliono lasciare respirare un po’ di umanità, perché come diceva il servo di Dio don Tonino Bello, ‘attendere è più importante di accogliere’ – spiega don Paolo Catinello – la nostra missione in sinergia con gli attori di cui sopra sta nel cercare di trasmettere la nostra prossimità e quindi la prossimità di Dio a questi fratelli e sorelle che manifestano la loro felicità al nostro saluto appena fanno ingresso nel porto di Pozzallo”.
Il servizio ha visto, in questi due anni, alternarsi i volontari giorno e notte.
“Tra i volontari ci sono giovani, mamme e papà che lavorano e nonostante tutto dicono il loro ‘eccomi’ all’arrivo dei nostri fratelli migranti – prosegue don Paolo Catinello – non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita? Il servizio avviato ormai è diventato un punto fermo su cui può contare la prefettura di Ragusa e stiamo cercando di creare un ambiente familiare con tutti gli interpreti coinvolti nel dispositivo di accoglienza. Il mio grazie va a tutti i volontari che hanno dato la loro amabile disponibilità in modo totalmente gratuito, e in modo particolare gli angeli della notte che con tanti sacrifici rispondono con immensa generosità ritornando, poi, nelle ore successive ai loro lavori feriali. Grazie fra questi a Padre Gianni Treglia, Concetta Borrometi, Patty Sigona e Mariarita Terranova”.
Da decenni Pozzallo è luogo di accoglienza. Oggi con una marcia in più, quella della Caritas diocesana di Noto.
“A Pozzallo stiamo costruendo pagine nuove con tante persone di buona volontà ma soprattutto con l’agire dello Spirito Santo che ci caccia fuori dal Tempio e ci spinge a riconoscere un’Eucaristia altrettanto autentica nel corpo dilaniato dei nostri fratelli migranti – afferma con Paolo Catinello – c’è una carne che chiede di essere riconosciuta in questi barconi che arrivano, ma c’è una carne quella dei volontari che risponde con la prontezza di Maria alla chiamata al soccorso. Ad oggi i numeri (gennaio – luglio 2026) dicono 1570 sbarcati a fronte di 780 del luglio dello scorso anno. Siamo in attesa di un’estate caldissima in tal senso. In elenco non i numeri ma i volti non più nascosti di tragedie immani e senza confini di chi parte e di chi rimane a casa nell’attesa di qualche buona notizia che giunga dall’Europa o da qualche hotspot della nostra terra di Sicilia”.
I numeri degli arrivi al porto rivelano un dramma senza confine.
Dal 1° gennaio 2025 al 27 giugno 2026. Totale anno 2025 = 2082 persone di cui 1.585 uomini – 133 donne – 322 minori maschi – 40 minori femmine 2 deceduti. Totale anno 2026 = 1463 persone di cui 1068 Uomini – 60 donne – 307 minori maschi – 28 minori femmine – 0 deceduti. “Le nazionalità delle sorelle e dei fratelli accolti a Pozzallo sono Algeria, Bangladesh, Burkina Faso, Cameroun, Costa d’Avorio, Egitto, Eritrea, Etiopia, Gambia, Guinea, Ghana, Kurdistan, Mali, Marocco, Nigeria, Niger, Pakistan, Senegal, Siria, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Togo, Tunisia – conclude il vescovo Salvatore Rumeo – ringrazio Don Paolo Catinello, Padre Gianni Treglia ed i 27 volontari che si alternano con grande dedizione e generosità offrendo conforto e tanta speranza. Un segno di grande rinascita nell’amore verso il fratello che non và lasciato solo”.
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