Donne e uomini di sport, oggi genitori di Mattia Ceccato. Orgoglio di mamma e papà

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Lui sugli spalti del palazzetto dello sport di Skopje, in Macedonia. Lei nel divano di casa, davanti alla tv.
Lontani migliaia di chilometri, ma con lo stesso stato d’animo e con la stessa tensione. Quella di due genitori che vivono e hanno vissuto di sport
Laura Inghilterra, indimenticata giocatrice di pallavolo, per anni “bandiera” dell’Ardens, e Davide Ceccato, giocatore e oggi allenatore di basket (allena a Piazza Armerina, serie D interregionale, con Raimondo Diamante) sono i genitori di Mattia Ceccato, il campioncino in erba, il giovane cestista che, a 16 anni appena compiuti, è già in Nazionale e ha disputato i campionati europei di Under 16, disputando anche la finale, persa contro la Spagna.
Mattia ha giocato nel primo e nel terzo set. È stato schierato nel quintetto iniziale.


Sugli spalti, a seguirlo, c’era papà Davide Ceccato.
«Un’esperienza bellissima, come ho detto oggi in un post sui social. Sono un uomo di sport e vivo l’agonismo da sempre. Ma oggi mi sono trovato a viverla da genitore, coinvolto in un campionato cosi importante. Un’esperienza che non avevo mai immaginato. Due anni fa eravamo in spiaggia, al mare. Mattia era nelle giovanili della Virtus. È arrivata una richiesta ed ha scelto di partire per Bologna. Due anni dopo un traguardo che era assolutamente impensato. È stato merito dei suoi allenatori. L’esperienza alla BSL San Lazzaro lo ha fatto crescere. Mattia è un play, privilegia il gioco ragionato, gioca per gli altri e per la squadra. In questa nazionale, l’allenatore ha puntato molto sulle performances individuali, tanto anche nel gioco da fuori. Per questo ha trovato meno spazio. Ma lui è anche tra i più giovani, è nel giro della nazionale da un anno, ma finora aveva disputato solo amichevoli e tornei meno importanti. Questo è il suo primo torneo importante: il campionato europeo. Tra i dodici che hanno fatto parte della squadra era quello con minore esperienza. Ha fatto davvero cose grandi. Sono orgoglioso di lui. Questa esperienza lo farà crescere tanto».


Mamma Laura Inghilterra è rimasta a casa, a Comiso. Ha gestito da sola le sue emozioni. In piazza Fonte Diana il fratello Filippo (zio di Mattia) e il cognato Matteo Ceccato (fratello di Davide e anch’egli zio di Mattia) seguivano la gara dal televisore installato all’esterno.
Dopo la partita Laura ha sentito Mattia. Poi il ragazzo è salito sull’aereo. Il viaggio da Skopje prevede tre scali e dovrebbe arrivare a Catania solo a sera (oil condizionale è d’obbligo, vista la situazione dell’aeroporto di Catania)
«Mattia è felicissimo. È felice dell’esperienza agonistica, delle gare disputate, ma anche dell’esperienza vissuta con i suoi compagni. I ragazzi provengono da varie squadre, alcuni non ci conoscevano, ma si sono trovati bene, hanno creato un bel gruppo e si vedeva in campo».
Per Mattia è il secondo anno con la Nazionale.
«Lo hanno chiamato la prima volta nell’estate scorsa – continua Laura Inghilterra – a dicembre ha disputato un torneo a Iscar, in Spagna. Lo hanno vinto. Nel periodo pasquale, ha disputato un torneo a Pasqua a Seregno, poi i raduni a Bassano e Roma e infine sono partiti per la Macedonia».


Come sta vivendo questa esperienza ?
«Benissimo. Davide ed io siamo contenti e orgogliosi di lui. È un ragazzo maturo, ha sempre scelto da solo ciò che voleva fare. Si è messo in gioco nella vita e lo sta facendo con determinazione. Davide ed io lo seguiamo, com’è giusto, ma sappiamo che sa fare le sue scelte. È stato per due anni a Bologna, frequentando l’Istituto per Geometri e giocando nei campionati di categoria. A scuola va bene e noi lo seguiamo a distanza, con i colloqui con i docenti. Non ha mai dovuto recuperare delle materie e questo gli ha consentito di essere libero in estate per i tornei e ora per gli Europei”.
Da madre ed ex atleta come hai vissuto la finale del campionato europeo?
«È brutto, sei più coinvolta, vivi la tensione due volte: da ex atleta sei anche più “accelerata”, ti immedesimi, vivi l’agonismo che hai conosciuto sul terreno di gioco e sei ancor più tifosa , si unisce l’essere atleta e madre».
E ora cosa ti aspetti da lui?
«Che possa realizzare i suoi sogni. Come devono realizzarli tutti i ragazzi di 16 anni».

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