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“Donare per Vivere”: quando la solidarietà diventa rete. A Modica storie, dati e testimonianze che accendono la cultura del dono
22 Giu 2026 11:17
Un elicottero che attraversa l’Italia nella notte con a bordo un piccolo organo salvavita. È da questa immagine potente che prende avvio una delle testimonianze più toccanti del convegno “Donare per Vivere: Prospettive e Responsabilità”, svoltosi nell’Atrio Comunale di Piazza Principe di Napoli a Modica.
Un evento che ha trasformato la città in un laboratorio di riflessione civile e scientifica sul valore della donazione di sangue, organi, tessuti e midollo, riunendo istituzioni, sanità, scuola e associazioni del terzo settore in una rete unica e coordinata.
Promosso da Avis Modica e Avis Provinciale Ragusa insieme ad ADMO, AIDO, AIL e ATCOM, l’incontro ha ribadito un messaggio chiaro: la cultura del dono non è un gesto isolato, ma una responsabilità collettiva che può salvare vite ogni giorno.
Modica al centro della rete della solidarietà
Ad aprire i lavori è stata la dott.ssa Letizia Frasca, psicoterapeuta e componente del direttivo Avis Modica, che ha sottolineato l’importanza di trasformare l’incontro in un percorso continuo e non in un evento episodico.
I saluti istituzionali del sindaco di Modica, Maria Monisteri Caschetto, hanno evidenziato il ruolo del territorio ibleo come modello nella donazione del sangue, con l’obiettivo ora di rafforzare la sensibilizzazione sulla donazione degli organi.
«Quando si lavora insieme si costruisce una vera cultura della solidarietà», è stato il messaggio centrale del primo cittadino.
Avis e istituzioni: parte una nuova campagna territoriale
Il presidente di Avis Provinciale Ragusa, Salvatore Poidomani, ha annunciato l’avvio di una campagna strutturata sulla donazione a partire da settembre, con il coinvolgimento di scuole, sanità, istituzioni e associazioni.
Un progetto che punta a rendere stabile e capillare la rete del dono sul territorio ibleo.
Anche la scuola ha avuto un ruolo centrale con l’intervento della dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale, Daniela Mercante, che ha ribadito il concetto di “comunità educante” come chiave per formare coscienze civiche consapevoli.
Il dono tra antropologia, numeri e responsabilità
La parte scientifica del convegno ha offerto una lettura profonda del fenomeno.
La professoressa Anna Maria Fantauzzi ha analizzato il concetto di dono come pilastro delle relazioni sociali, sottolineando la necessità di nuovi linguaggi per avvicinare i giovani alla donazione.
Sul fronte sanitario, la dott.ssa Francesca Corsaro ha evidenziato il divario ancora significativo tra le regioni italiane nei tassi di donazione, con la Sicilia ferma a 13 donatori per milione di abitanti contro i 49 di regioni virtuose come Veneto, Spagna e Portogallo.
Un dato che si accompagna anche a esperienze positive come quella di Geraci Siculo, diventato simbolo europeo della cultura del dono.
Il dott. Francesco Bennardello ha invece portato numeri incoraggianti per la provincia di Ragusa, che nel 2025 ha registrato livelli di donazione tra i più alti in Italia, quasi tre volte la media nazionale.
«Il sangue è l’unico farmaco che non si può produrre in laboratorio», ha ricordato il direttore del SIMT.
Le associazioni: il volto umano del dono
A chiudere i lavori sono state le testimonianze delle associazioni ADMO, AIDO e AIL, con i rappresentanti Claudio Cannì, Giuseppe Granato e Angela Capitano, che hanno raccontato storie di vita reale, esperienze di malattia e rinascita.
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