DOCUMENTO FONDATIVO FEDERAZIONE DEI MOVIMENTI AGRICOLI E SOCIALI DELLA SICILIA

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 Ancora un Movimento si affianca a quanti già da tempo urlano invano…un urlo sordo, ancora purtroppo inascoltato, parole come dignità, libertà, sostegno, lungimiranza della politica, serietà della classe dirigente, attenzione verso le gravissime conseguenze sociali che questa profonda crisi economica si sta portando dietro, con un abbrutimento ed una devastazione simile a quelle causate da eventi naturali davanti i quali lì’uomo rimane impotente.

Ma a questi eventi, a queste tragedie, a queste cause, a questa miseria di valori e di ottusità di vedute si può porre rimedio. A tal proposito pubblichiamo la nota intergale della  Federazione dei Movimenti Agricoli e Sociali della Sicilia, Aderente alla FIMA:

“IL DOCUMENTO FONDATIVO

I Movimenti agricoli e sociali, che in questi anni sono stati attivi in Sicilia attorno a tematiche fondamentali connesse al dilagare della crisi agraria, ma anche economica e sociale, che ha investito la nostra Terra, si sono riuniti, ancora una volta ad Avola, per una analisi della situazione gravissima che investe tutti i settori dell’economia siciliana e nazionale: centinaia di migliaia di famiglie ridotte alla fame ed esposte all’assalto di Banche, Serit, Usura.

Sono passati anni prima che la politica dei Governi di Roma e di Palermo si accorgesse della catastrofe incombente su milioni di famiglie, mentre il disagio e i fallimenti entravano prepotentemente dentro le case dei Siciliani.

Ma ben poco è stato fatto per correggere questo inesorabile declino dell’economia italiana e della società siciliana.

Centinaia di miglia di aziende saltate in aria, milioni di posti di lavoro perduti, i suicidi e le disgrazie di tante persone travolte dai fallimenti, dai debiti e dalla sventura, non hanno toccato i nostri governanti di Palermo, di Roma e di Bruxelles.

Vogliamo raccogliere i disagi e le ansie di tanti Siciliani che aspirano al cambiamento nella Legalità e nella Democrazia, che vogliono impegnarsi nelle battaglie civili e sociali necessarie, in piena autonomia dalle manovre scellerate di chi cerca scontri e contrasti fratricidi.

La nostra battaglia non è rivolta contro le Istituzioni della Repubblica, ma perché uniti si riesca a determinare il cambiamento della politica verso l’agricoltura, verso il Sud, verso i lavoratori e verso i giovani.

L’UE è un interlocutore privilegiato di questa battaglia, sin ora sorda alle richieste di cambiamento delle politiche generali verso il Sud e verso l’agricoltura mediterranea. La Gdo è uno dei poteri forti che ci condannano al declino. Il recupero della Sovranità sul nostro destino, sulle nostre produzioni, e sui nostri territori, diventa un obiettivo primario per tutti i Siciliani.

Fermare le aste, bloccare i sequestri di case e terreni, difendere le nostre famiglie dal disastro: questi sono i nostri obiettivi più urgenti.

O si cambia strada o la Sicilia e il Sud non esisteranno più come luoghi di produzione di merci, di uomini e come contesto di opere di grande qualità per tutto il Paese.”

 

 

 

 

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