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Discarica a “Lanzagallo”, Pozzallo: sì del Tar di Catania. Ora si guarda al CGA
01 Lug 2023 09:05
Legittima ed esecutiva la delibera dell’assemblea della SRR di Ragusa del giugno 2021 con la quale è stata individuata la macroarea in cui localizzare la vasca per i rifiuti indifferenziati trattati, è quanto sostiene il Tar di Catania al quale si erano appellati i sindaci dei Comuni di Pozzallo, Ispica, Acate e Modica. Assieme ad essi, per contestare la realizzazione della vasca per rifiuti indifferenziati trattati ubicata in contrada Lanzagallo, troppo vicina ai territori comunali di Pozzallo, Ispica e Modica, si erano costituiti in giudizio anche cittadini ed associazioni. Da parte loro era partito, adendo le vie legali, un secco no all’impianto che sarebbe stato nocivo per i territori e le comunità che vi abitano.
A presentare, in quella seduta della SRR, la delibera contestata il sindaco di Giarratana, Bartolo Giaquinta. La sentenza del Tar oggi gela le azioni dei ricorrenti ma la battaglia continua.
“Il Collegio esclude sussistere la violazione della fascia di rispetto dei 3 chilometri fra l’impianto della cui localizzazione si tratta ed il centro abitato del Comune di Pozzallo lamentata da quest’ultimo, perché la estensione della fascia di rispetto deve essere determinata nel raggio di 500 metri, piuttosto che dei 3 chilometri, a norma del DPRS n. 10/2017, in base alla natura di rifiuti non pericolosi non putrescibili della frazione biostabilizzata inerte che il sito avrebbe dovuto ospitare” – sostengono i giudici del Tribunale amministrativo.
Le motivazioni dei cittadini ricorrenti
“Una tale discarica, malgrado le moderne tecniche di realizzazione, avrebbe un impatto brutale sull’intera zona – hanno sostenuto da mesi – avremmo comunque 500.000 metri cubi di cemento armato e un contenitore destinato ad accogliere le frazioni residuali dei rifiuti di tutta la provincia di Ragusa in una contrada di enorme valore paesaggistico e ambientale”.
Anche la Commissione Europea era stata coinvolta sulla questione.
L’Unione Europea, alla quale si era rivolto l’europarlamentare Ignazio Corrao, aveva chiamato in causa le autorità giudiziarie italiane, auspicando un intervento “per evitare i danni di una tale discarica sull’ambiente e sulla comunità – ha già detto Corrao sulla base dell’intervento della Commissione UE – deve essere tenuta in considerazione la distanza dalle aree residenziali e di ricreazione, dai siti agricoli o urbani e dalle zone di protezione naturale ma anche non pregiudicare l’integrità dei siti. Mi auspico che le autorità giudiziarie accolgano questo invito dall’UE e verifichino la correttezza dell’iter e l’impatto sul territorio di un’ennesima discarica che le comunità non vogliono”.
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