Diritto e letteratura, amore e etica sociale: il magistrato Simona Lo Iacono incanta Sampieri - Ragusa Oggi

Diritto e letteratura, amore e etica sociale: il magistrato Simona Lo Iacono incanta Sampieri


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Diritto e letteratura, amore e etica sociale: il magistrato Simona Lo Iacono incanta Sampieri
Cultura
19 agosto 2019 14:34

Non c’erano dubbi sull’affidabilità intellettuale e sulla poderosa carica culturale di cui è dotata Simona Lo Iacono, scrittrice per natura e passione ma magistrato nella vita di tutti i giorni, che ha presentato ieri pomeriggio al PataPata di Sampieri per “Autori & Libri, Conversando a Sampieri” la sua ultima opera: L’Albatro (Neri Pozza Editore).

Il critico letterario, Peppe Pitrolo, ha inteso allargare il fronte del dialogo, come era giusto che fosse, puntando su quel rapporto, ormai consueto nella letteratura contemporanea, (si contano molti magistrati, ex magistrati e uomini e donne di diritto, impegnati a più livelli nella narrazione), tra diritto e letteratura che è stato utile all’autrice per esprimere riflessioni sul concetto della pena intesa come recupero, umano e sociale, del soggetto errante derivante dalla sua esperienza formatasi nelle carceri e nel rapporto con i carcerati che impegna in letture e in rappresentazioni teatrali.

La finalista del Premio Strega (Le Streghe di Lenzavacche, 2016) e de “Il Morso”, che ha parlato di fronte ad un numeroso pubblico, ha poi dato vita ad una serie di riflessioni sul concetto dell’amore, inteso soprattutto come responsabilità, sulla necessità di tornare ad un insegnamento soprattutto della storia, strumento per capire il nostro passato, in cui ritrovare i fermi valori etici e sociali in grado di dotare le nuove generazioni del senso critico su quanto accade intorno.

“L’Albatro” è uno straordinario esempio di fedeltà che narra del rapporto tra Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore del “Gattopardo”, e Antonno (unico personaggio frutto della fantasia dell’autrice), un poverello vestito con un misto di stagioni e taglie sbagliate che gli sta accanto giorno e notte e che gli farà da guida nella sua singolarità. Antonno vive una dimensione umana tutta al contrario: legge i numeri con valore decrescente, crede che per nascere bisogna morire, comincia a leggere i libri dall’ultima pagina, se vuole andare avanti cammina all’indietro e non c’è verso di fargli iniziare la settimana di lunedì.

Antonno non è come gli altri bambini e la fedeltà che dimostra nei confronti di Giuseppe è pari solo a quella dell’albatro: tenacissimo, l’albatro non abbandona il capitano nemmeno nella disgrazia, seguendolo nella buona e nella cattiva sorte.

Fino al giorno in cui, all’improvviso, così com’è arrivato, Antonno svanisce.

Divenuto adulto, Giuseppe partecipa ai due conflitti mondiali; dimora per lunghi periodi all’estero, dove conosce Alexandra Wolff, detta Licy, che diverrà sua moglie, e dove inizia a confrontarsi con i grandi della letteratura europea. Saranno questi viaggi a portarlo a cimentarsi, quasi alla fine della sua vita, nella stesura di un romanzo ispirato alla figura del bisnonno paterno Giulio Fabrizio, l’astronomo, il sognatore.

Un romanzo che ha per protagonista un personaggio fugace, un nobiluomo colto e malinconico che perde il suo sguardo nel cielo per fuggire la terra: s’intitolerà “Il Gattopardo” e, dopo lunghi anni, ricondurrà da lui Antonno e la sua visione rovesciata del mondo.

Simona Lo Iacono tratteggia, con sontuosa eleganza, il ritratto di una delle più importanti figure della letteratura italiana, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dall’infanzia agli ultimi quaranta giorni di vita.


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