Si è conclusa con 371 screening cardiovascolari effettuati in tre giorni la tappa di Vittoria del Truck Tour “Banca del Cuore”, ospitata dal 24 al 26 aprile nel piazzale del Polo Fieristico Emaia. Un’iniziativa che ha registrato una forte partecipazione da parte dei cittadini, confermando l’interesse crescente verso la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Il progetto […]
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17 Feb 2013 06:46
Piú volte é capitato di renderci conto che Ragusa é fuori dai giri che contano, in molti settori siamo costantemente bistrattati e un lento e poco avvertibile declino ci avviluppa senza che c’è ne rendiamo conto.
Scovando qua e lá fra le notizie dei giornali nazionali, non quelle di prima pagina dove ci dicono che hanno salvato l’Italia o che non pagheremo tasse, si vanno a trovare articoli interessanti e ci si chiede: ‘ma noi dove viviamo ? E il dubbio ci assale perché nella notizia dovrebbero essere coinvolti politici locali che, o non ne sanno niente perché non interpellati o, se interpellati, non conoscono cosa sia la comunicazione con il proprio bacino elettorale.
Ancora sono coinvolte associazioni culturali e ambientaliste, pur presenti nella nostra provincia, dedite, forse, solamente alle iniziative i tipo politico-strumentale, per intenderci quelle dove si fa solo passerella.
Ma veniamo al dunque.
Federculture, Fai, Legambinte, Italianostra, Mab, Upi, Anci, Conferenza delle Regioni, Touring Club, Federturismo e altre organizzazioni legate alla cultura e all’ambiente hanno sottoposto a oltre 120 candidati un documento, approvato e sottoscritto da migliaia di cittadini e da personalità illustri, per impegnare il prossimo governo a mettere la cultura al centro dei programmi di sviluppo del paese.
L’enorme patrimonio culturale della nazione, fra i più ricchi del mondo, è oppresso da indifferenza, disinteresse e degrado: rinunciare alla propria cultura vuol dire cancellare il futuro e la propria identità, disconoscendola come elemento essenziale di crescita e ricchezza.
I governi che si sono succeduti e i vari esponenti, attualmente impegnati ad esaltare quello che non hanno portato a compimento e a fare sfoggio di una esaltante rassegna di reciproche contumelie, hanno messo del tutto da parte la cultura e l’ambiente.
Si chiede ora un cambio di passo, individuando cinque priorità che dovrebbero costituire i cardini dell’azione futura: puntare sulla centralità delle competenze, promuovere e riconoscere il lavoro giovanile nella cultura, investire sugli istituti culturali, sulla creatività e sull’innovazione, modernizzare la gestione dei beni culturali e avviare politiche fiscali a sostegno dell’attività culturale.
Si tratta sicuramente di un progetto molto ambizioso, che difficilmente troverà completa applicazione, ma è senza dubbio un primo passo per una ormai ineludibile sensibilizzazione che non deve avere soluzioni di continuità.
C’è, comunque, da rimarcare una scarsissima diffusione dell’iniziativa, soprattutto a livello locale, soprattutto in un momento nel quale sarebbe più facile sottoscrivere impegni di questo tipo, che potrebbero anche essere adattati e adottati in sede locale.
Non si comprende come non si sia dato risalto al documento da sottoscrivere, leggerezza che rischia di far rientrare l’iniziativa fra quelle da ‘salotto’, buone per una sera o per un evento e poi lasciate in un cassetto fino al prossimo appuntamento mondano.
E in un periodo di elezioni, come nel nostro caso in cui battono alle porte comunali e provinciali, sarebbe opportuno, da parte delle organizzazioni culturali del territorio intestarsi una iniziativa simile, per costringere partiti, movimenti e candidati a esprimersi chiaramente sul tema cultura e a prendere impegni solenni per la tutela e valorizzazione del nostro patrimonio culturale che, fra l’altro c’è ed è tangibile, non è come la Ragusa – Catania, l’autostrada o l’aeroporto.
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