PALERMO – Produzioni come quella de “Il commissario Montalbano” saranno riconosciute dalla Regione come di valore cultura ed interesse regionale perché oltre a valorizzare i luoghi della Sicilia contribuiscono a far conoscere la storia, l’arte, le tradizioni, gli usi, i costumi, la letteratura e ogni aspetto della vita sociale dell’isola. E’ questa la linea direttrice del “Ddl Montalbano” che è stato presentato stamani dall’assessore regionale Michela Stancheris. Si tratta di interventi in favore delle produzioni audiovisive seriali con carattere ciclico e continuativo. A sottolinearlo è il deputato regionale Nello Dipasquale che si era attivato nei giorni scorsi non appena si era paventato il rischio del trasferimento della popolare fiction dalla Sicilia in Puglia. “Avevo contattato immediatamente i vertici della Palomar e avevo chiesto al presidente della Regione, Rosario Crocetta e all’assessore Stancheris di occuparsi con urgenza della problematica – spiega l’on. Dipasquale – E così già il giorno dopo è stato annunciato un provvedimento, oggi presentato. L’inizio di un percorso che la Regione intende avviare seriamente con le grandi produzioni cinematografiche che, proprio come Monltabano, valorizzano l’isola divenendo enorme strumento di promozione”. Il “Ddl Montalbano” prevede infatti l’istituzione di un “Fondo Produzioni Audiovisive Seriali con carattere ciclico e continuativo” che servirà ad offrire un sostegno ai film che abbiano un pregresso di produzione e programmazione almeno triennale e che siano già inseriti nei palinsesti di emittenti televisive aventi una diffusione almeno nazionale. Per ciascun singolo episodio, non inferiore ai 45 minuti, l’aiuto economico sarà di 50 mila euro. Possono accedere al fondo imprese di produzione audiovisiva titolari di progetti produttivi seriali che abbiano uno storico di produzione e diffusione almeno triennale e che siano in possesso di una distribuzione internazionale; che siano girate prevalentemente in Sicilia con presenza di location siciliane pari ad almeno il 51% del montato definitivo di ogni singola serie (e non necessariamente di ogni singolo episodio); che impegnino un cast tecnico composto almeno dal 51% di maestranze siciliane; la cui continuità, oltre che produttiva, sia riconducibile anche all’unicità della fonte letteraria da cui è tratto il soggetto ovvero, in caso di soggetto originale, dalla continuità del lavoro autoriale di sceneggiatori e/o registi; che abbiano generato ricadute sull’indotto economico del territorio sia in termini di spesa diretta che di valorizzazione e promozione dell’Isola; che siano iscritte al Registro delle Eredità Immateriali istituito presso l’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. “Sarà adesso necessaria la redazione di un apposito regolamento non appena la legge diventerà operativa – conclude Dipasquale – ma sicuramente si è tracciata una strada positiva che rappresenta un segnale importante in favore delle case di produzione cinematografica. In futuro si cercheranno di reperire altri fondi economici. Ringrazio dunque il presidente Crocetta e l’assessore Stancheris per essersi non solo occupati del problema in modo repentino ma anche per aver subito trovato una soluzione lavorando ad una norma che sosterrà il mondo delle produzioni cinematografiche e televisive valorizzando soprattutto la Sicilia”.
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