Dal Dirillo che regge alle coste devastate: danni diffusi tra Acate, Comiso e Santa Croce Camerina

Il maltempo che ha investito il territorio ibleo nelle ultime ore ha lasciato dietro di sé una scia di danni diffusi, con situazioni diverse da Comune a Comune ma un denominatore comune: la fragilità di infrastrutture e litorali di fronte a eventi meteo sempre più violenti. La ricognizione avviata dalle amministrazioni locali restituisce un quadro complesso, che va dagli smottamenti interni alle mareggiate che hanno colpito duramente la costa.

Ad Acate e Marina di Acate si registra uno degli episodi più rilevanti sul fronte della viabilità. In contrada Mogli, nella zona compresa tra Marina di Acate e Macconi, uno smottamento ha interessato una strada comunale, con un danno stimato intorno ai 150 mila euro. Ha invece retto il fiume Dirillo, anche grazie all’assenza di rilasci d’acqua dalla diga, evitando così un aggravamento del quadro idrogeologico.

Situazione relativamente più tranquilla a Vittoria, dove non si segnalano danni strutturali rilevanti. A Scoglitti si è verificato il cedimento di un muro, mentre in città diversi alberi sono stati abbattuti dal vento. Un episodio ha interessato la zona della scuola Vittoria Colonna e l’area dell’ingresso dello stadio comunale, lungo la strada provinciale 91, la cosiddetta “stradale dei comisani”: un albero caduto sulla carreggiata ha causato l’interruzione del traffico per circa un’ora, prima dell’intervento risolutivo dei vigili del fuoco.

A Comiso i controlli effettuati negli edifici scolastici hanno dato esito complessivamente positivo. Tuttavia, si sono registrate alcune criticità: nell’auditorium della scuola media Verga sono caduti frammenti di controsoffitto, probabilmente a causa di infiltrazioni di umidità. Episodio analogo nella palestra Bobadilla, lungo la statale 115 a circa due chilometri dal centro abitato, una struttura inaugurata appena il 7 gennaio scorso. Anche qui si segnalano alberi caduti, tra cui il carrubo piantumato dal gruppo della Trasversale Sicula in piazza delle Erbe, nei pressi della Fondazione Bufalino: l’albero si è spezzato ma verrà ripiantumato.

Il quadro più grave emerge però a Santa Croce Camerina, dove la mareggiata ha colpito duramente l’intero litorale. A Punta Secca i danni sono estesi: alberi divelti, strutture lignee distrutte, pali abbattuti e alcune abitazioni lambite dalla forza del mare. Particolarmente critico il caso del Lido Anticaglie, completamente distrutto. La furia delle onde ha raggiunto anche l’area degli scavi archeologici dell’antica Caucana: la sottile lingua di spiaggia che proteggeva il sito al momento non esiste più e sarà necessario attendere la fine definitiva della mareggiata per una valutazione accurata.

Il bilancio complessivo è ancora provvisorio, ma l’impressione condivisa dagli amministratori locali è quella di un evento di forte intensità, superiore alle normali mareggiate stagionali. Le verifiche proseguiranno nelle prossime ore per quantificare i danni e valutare eventuali richieste di riconoscimento dello stato di calamità, mentre resta alta l’attenzione su un territorio che mostra, ancora una volta, tutta la sua vulnerabilità di fronte agli estremi climatici.

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