Comiso: al via le celebrazioni per la dedicazione della Chiesa Madre e il ricordo del terremoto del 1693

Prendono il via oggi le celebrazioni della solennità della dedicazione della Chiesa Madre di Comiso, unite alla commemorazione del terremoto del 1693, evento che segnò profondamente la storia e l’identità del territorio ibleo. Un appuntamento di grande valore spirituale e comunitario, che richiama la memoria collettiva e rinnova il legame tra fede e storia.

Il primo momento significativo è in programma nel pomeriggio odierno. Alle 17, nella chiesa di San Biagio, si terrà la traslazione del simulacro del patrono San Biagio verso la Chiesa Madre, gesto carico di simbolismo e devozione. Alle 18.30 seguirà la celebrazione eucaristica, che darà ufficialmente avvio al ciclo di appuntamenti religiosi.

Un cammino di preghiera che coinvolge l’intera comunità

Le celebrazioni proseguiranno da giovedì 8 a sabato 10 gennaio, sempre nella Chiesa Madre, con un programma quotidiano pensato per accompagnare i fedeli in un intenso percorso di raccoglimento. Ogni mattina alle 8.30 sarà celebrata la Santa Messa, seguita dall’esposizione eucaristica fino alle 12. Nel pomeriggio, alle 16, l’esposizione riprenderà, mentre alle 18 si terrà la celebrazione del Vespro, seguita alle 18.30 dalla celebrazione eucaristica serale.

Un momento particolarmente atteso è previsto giovedì 8 gennaio alle ore 20, quando la Chiesa Madre ospiterà l’adorazione eucaristica comunitaria, occasione di preghiera condivisa e di profonda partecipazione spirituale.

Il significato della dedicazione e le parole della colletta

A sottolineare il valore della solennità è il testo della colletta del Comune della dedicazione, che richiama il senso autentico del tempio come luogo di comunione e servizio. “Ascolta, o Padre – recita la preghiera – la preghiera del tuo popolo che ricorda con gioia il giorno della dedicazione di questo tempio, perché la comunità che si raduna in questa santa dimora possa offrirti un servizio degno e irreprensibile e ottenga pienamente i frutti della redenzione”.

Parole che risuonano con forza in una città che, a oltre tre secoli dal sisma del 1693, continua a fare memoria delle proprie ferite trasformandole in segni di speranza e rinascita.

Don Stracquadaini e il sostegno del territorio

A comunicare il calendario delle celebrazioni è stato il parroco della Chiesa Madre, don Fabio Stracquadaini, che ha invitato la cittadinanza a partecipare numerosa a un appuntamento che unisce spiritualità, storia e identità locale.

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