CATEGORIE PROTETTE: DA CHI?

Premesso che sono una persona diversamente abile, vorrei raccontare la mia esperienza lavorativa e le ingiustizie subite pur di lavorare e garantarmi una vita dignitosa.

Nel maggio del 2009 sono stato assunto dall’azienda Aliservice S.r.l. appartanente al Sig. Marchese Luigi, che al tempo gestiva il punto vendita Eurospin di Vittoria (RG). Fui assunto con un contratto di apprendista impiegato part time al 60%, che prevedeva 24 ore di lavoro settimanali e uno stipendio mensile secondo quanto previsto dalla busta paga. In vero le ore di lavoro che svolgevo settimanalmente non erano 24, ma quasi 50. Lavoravo tutti i giorni, dal lunedì al sabato, mattina e pomeriggio, per 9 ore al giorno, con il solo giovedì pomeriggio libero. Risulta quindi facile calcolare le ore settimanali che svolgevo lavorativamente e che non non erano da orario part time, bensì da full time più straordinario. Le mansioni di lavoro che mi erano state affidate erano per lo più di segreteria in genere e le  svolgevo all’interno del cosidetto box che si trovava vicino alle casse del supermercato, quindi in pieno contatto con clienti, cassiere, magazzinieri e altri impiegati e colleghi che in buona parte, tutt’oggi, si trovano a lavorare presso il suddetto Eurospin e che possono confermare quanto dichiarato da me a riguardo degli orari di lavoro svolti.

Fin dall”inizio ho chiesto al Sig. Marchese Luigi di mettermi in regola con il contratto di lavoro, portandomelo a full time o facendomi lavorare effettivamente per le 24 ore previste dal contratto part time, ma la sua risposta è sempre stata la stessa: “Non mi conviene, o così o niente”. Ovviamente da “buon imprenditore” non gli conveniva potendo avere un impiegato che gli copriva una posizione a tempo pieno e con tanto di straordinario (sotto)pagandolo meno della metà del dovuto secondo legge. Dalle mie parti questo prende il nome di: “lavoro in grigio” che è un reato; nonché di “ricatto”.

La situazione è peggiorata circa un anno e mezzo dopo, avendo un tracollo salutare causato anche dagli orari lavorativi svolti che non mi permettevano il tempo per poter riposare quanto dovuto, nonché il prendermi cura della mia salute stessa, non avendo tempo neanche per svolgere la dovuta fisioterapia. A quel punto, stando spesso male, sono dovuto sempre con maggior frequenza assentarmi dal lavoro per malattia e per intere settimane fintanto che, un giorno, non appena rientrato, il Sig. Marchese Luigi, date le mie assenze per malattia, con parole quali: “Sei diventata una mina vagante”, “Sei diventato un peso per l’azienda” o “Non sei tu ad essere al servizio dell’azienda, ma l’azienda ad essere al tuo servizio”; parole che mi sono rimaste impresse per la loro insensibilità, mi chiede di dare le dimissioni. Era il gennaio del 2011. A quelle parole, non volendo perdere quel posto di lavoro, piuttosto perdendoci certamente in dignità, letteralmente prego, per l’ennesima volta, il Sig. Marchese Luigi di farmi lavorare secondo le ore previste dal mio contratto e, solo questa volta, la sua risposta è stata che avrebbe valutato la mia richiesta. La soluzione ideale (ovviamente ideale per sé) che trovò, sotto il probabile suggerimento del suo studio commerciale, fu quella di passarmi il contratto da 24 a 20 ore settimanali: “in modo da pagarti il minimo possibile”; queste le sue parole. Purtroppo la mia situazione salutare continuò a peggiorare fino ad essere costretto a subire un iter di importanti interventi chirurgici che mi hanno costretto a dover mancare dal lavoro per malattia per un lungo periodo. Terminato il periodo di assenza per malattia usufruibile, ho chiesto al Sig. Marchese Luigi un periodo di aspettativa non retribuita, ma di tutta risposta, agli inizi del mese di ottobre del 2011, sono stato licenziato senza che, ad oggi, mi siano state corrisposte le somme dovute quali TFR e varie ed eventuali.

A parte voler informare l’opinione pubblica dell’ingiusto evento che ho dovuto subire, dichiaro anche che vi è in corso una causa legale contro l’Aliservice S.r.l. ed il titolare dell’azienda il Sig. Marchese Luigi.

Questo è quanto accaduto a me, Salvatore Vanella, diversamente abile che pur di lavorare ha dovuto sottostare a meschini ricatti, nonostante sia iscritto alle liste speciali di collocamento dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, ma non sono mai stato contattato per alcuna possibilità di lavoro. Eppure le normative attuali prevedono un particolare riguardo per le persone disabili, ma a quanto pare queste normative sono poco efficaci, quantomeno nella nostra provincia. Questo è quanto accaduto a me, ma è quanto potrebbe accadere a tante altre persone come me, facenti parti di quelle identificate con il nome di: “categorie protette”.  La domanda che mi sorge spontanea è: “categorie protette, da chi?”.

P.S: Sono a piena disposizione di tutti quanti saranno interessati alla mia esperienza lavorativa, per avere ulteriori dettagli, fonti e delucidazioni a riguardo e, qualora fosse necessario, anche per rilasciare ulteriori informazioni, scritte o verbali. Potete contattarmi  direttamente ai numeri: 320 65 67 771 o 392 78 04 617 o al mio indirizzo di posta elettronica: savetto@hotmail.com

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