Blitz contro i Casalesi: 23 arresti sotto il comando del colonnello modicano Manuel Scarso

C’è anche un nome che positivamente riporta alla provincia di Ragusa nella maxi operazione che ha colpito il clan dei Casalesi, una delle organizzazioni camorristiche più potenti d’Italia. Si tratta del colonnello dei Carabinieri Manuel Scarso, originario di Modica, oggi comandante provinciale a Caserta e tra le figure centrali del blitz coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.

Un’operazione di grande portata quella scattata questa mattina, che ha portato a 23 arresti – 19 in carcere e 4 ai domiciliari – colpendo in particolare la fazione del clan guidata da Michele Zagaria, storico boss detenuto da anni ma ancora punto di riferimento per una rete criminale solida e ramificata.

Le indagini hanno fatto emergere un sistema tutt’altro che indebolito: traffico di droga, estorsioni diffuse e un articolato meccanismo di riciclaggio internazionale tra Tenerife e Dubai. Un’organizzazione capace di muoversi tra economia legale e illegale, con una presenza capillare sul territorio e relazioni anche con ambienti della ‘ndrangheta.

A evidenziarne la pericolosità è stato il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, che ha definito quella dei Zagaria una “camorra di serie A”, sottolineando come nel tempo la famiglia sia riuscita a “infettare e infestare tutta Italia”, estendendo i propri interessi anche all’estero.

Un’organizzazione che oggi punta meno sulla violenza plateale e più su una forte capacità imprenditoriale. Lo ha ribadito anche il colonnello Manuel Scarso, evidenziando il sequestro di due aziende riconducibili al clan per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro, oltre ai legami con importanti famiglie della criminalità organizzata.

Tra gli arrestati figurano i fratelli del boss, Carmine e Antonio Zagaria, e il nipote Filippo Capaldo, fermato in Spagna. Un quadro che restituisce l’immagine di una struttura ancora ben organizzata e radicata.

Particolarmente emblematico anche il livello di controllo esercitato sul territorio: dalle mazzette richieste per attività economiche e passaggi di proprietà, fino a episodi estremi come quello di una lavoratrice costretta a cedere gran parte del risarcimento ottenuto dopo una causa di lavoro.

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