Si è conclusa la seconda edizione dell'iniziativa promossa da Despar Sicilia con Lilt Ragusa e Asp Ragusa: prenotate anche quattro ecografie per donne under 30.
Autunno negli Iblei, tra boschi, funghi e sapori della tradizione: a Buccheri si è chiuso il viaggio di “Sapori Ibleidi”
31 Ott 2026 14:36
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L’autunno negli Iblei ha il profumo dei boschi, dei funghi, dell’olio nuovo, della carne sulla brace e del pane appena preparato. È proprio questa Sicilia interna, lontana dalle rotte più conosciute e capace di mettere insieme gastronomia, natura e piccoli borghi, ad essere stata protagonista lo scorso fine settimana a Buccheri.
Sabato 24 e domenica 25 ottobre il centro montano siracusano ha ospitato infatti l’ultima tappa di “Sapori Ibleidi”, il progetto promosso dall’Unione dei Comuni Ibleide e finanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato delle Attività Produttive, attraverso il bando “Sicilia che piace” 2026.
Una chiusura affidata alla manifestazione “I Tesori di Buccheri – Best Culinary Destination”, che per due giorni ha richiamato nel borgo famiglie, escursionisti, appassionati delle tradizioni e visitatori provenienti anche dalla provincia di Ragusa.
Il cuore dell’evento è stato Piazza Roma, trasformata in un percorso attraverso i sapori tipici del territorio.
Sulla brace salsiccia di maiale e di cinghiale, poi le pagnotte della tradizione, “u pani cu pipi”, i caratteristici “funciddi” e le altre preparazioni che raccontano una cucina profondamente legata al mondo contadino e ai prodotti dei boschi.
Spazio anche all’olio extravergine d’oliva, ai funghi e ai tartufi, in un periodo dell’anno nel quale proprio le produzioni autunnali diventano uno dei principali elementi di attrazione dei territori montani degli Iblei.
Gli stand hanno permesso non soltanto di degustare i prodotti, ma anche di incontrare produttori e operatori che continuano a custodire lavorazioni, ricette e conoscenze tramandate nel tempo.
A dare colore al fine settimana è stato anche il raduno delle Fiat 500 storiche, che ha portato a Buccheri numerosi equipaggi soprattutto dalle province di Ragusa e Siracusa. Accanto alle piccole utilitarie che hanno segnato un’epoca della storia italiana sono arrivati anche diversi gruppi di motociclisti, che hanno scelto le strade dei Monti Iblei come meta per la giornata domenicale.
Ma Buccheri ha giocato soprattutto la carta del suo patrimonio naturalistico.
Le escursioni guidate hanno attraversato il Bosco di Santa Maria e il Bosco Pisano, accompagnando i partecipanti alla scoperta delle antiche neviere, della rara Zelkova sicula e dei colori che in questo periodo dell’anno trasformano il paesaggio.
Altri itinerari hanno invece interessato il centro storico, con le chiese, la grotta di San Nicola, le antiche fontane e i resti del castello normanno.
Particolarmente partecipata anche la 26ª Mostra micologica, organizzata dall’Associazione Micologica Bresadola, Gruppo micologico “Andrea Buda”. In esposizione sono state presentate 275 differenti specie di funghi raccolte tra Sicilia e Calabria, offrendo ai visitatori anche un’occasione di approfondimento sulla biodiversità dei boschi.
«La partecipazione che abbiamo registrato in queste due giornate è motivo di grande soddisfazione – ha commentato il sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo – Abbiamo visto arrivare famiglie, escursionisti, appassionati delle Fiat 500 e delle moto, ma soprattutto tante persone desiderose di conoscere Buccheri e le sue tradizioni».
L’obiettivo, ha spiegato il primo cittadino, è fare in modo che il visitatore non si limiti a una breve sosta, ma venga accompagnato alla scoperta dei boschi, del patrimonio storico, dei prodotti e delle comunità che abitano questi territori.
Una filosofia condivisa anche dall’assessore comunale allo Sport, Turismo e Spettacolo e alle Politiche per le Associazioni Antonino Trigila, che ha sottolineato il lavoro delle associazioni, degli operatori e dei produttori coinvolti.
Tra le curiosità proposte agli escursionisti anche una colazione decisamente legata al territorio: uovo in camicia, pane di casa, olio extravergine di Tonda Iblea e crema di funghi e tartufi.
La tappa di Buccheri ha rappresentato però soprattutto la conclusione di un viaggio più ampio.
“Sapori Ibleidi” ha attraversato da giugno a ottobre i quattro Comuni dell’Unione Ibleide, costruendo ogni appuntamento attorno a una diversa espressione dell’identità gastronomica, culturale e paesaggistica del territorio.
Il percorso era partito da Chiaramonte Gulfi, durante il Carrugghiu Fest, con la salsiccia, l’olio extravergine di oliva e le produzioni locali.
A Monterosso Almo, con “Le Radici del Gusto”, protagonista era stato il gelato artigianale, proposto anche attraverso abbinamenti e interpretazioni legate alle eccellenze del territorio.
A Giarratana, con “Il Gusto della Vittoria”, sport e gastronomia si erano incontrati attorno alle produzioni agroalimentari locali e, naturalmente, alla celebre Cipolla di Giarratana.
Infine Buccheri, che ha chiuso il percorso nel momento dell’anno probabilmente più adatto a raccontare la propria identità: quello dei boschi, dei funghi, dell’olio, delle escursioni e dei sapori più intensi dell’autunno.
Quattro tappe e quattro Comuni per un unico progetto: provare a presentare l’Ibleide non come una somma di piccoli centri, ma come un territorio da attraversare e scoprire nel suo insieme, dove gastronomia, paesaggio e tradizioni possono diventare strumenti di promozione e di attrazione turistica.
Sabato 24 e domenica 25 ottobre il centro montano siracusano ha ospitato infatti l’ultima tappa di “Sapori Ibleidi”, il progetto promosso dall’Unione dei Comuni Ibleide e finanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato delle Attività Produttive, attraverso il bando “Sicilia che piace” 2026.
Una chiusura affidata alla manifestazione “I Tesori di Buccheri – Best Culinary Destination”, che per due giorni ha richiamato nel borgo famiglie, escursionisti, appassionati delle tradizioni e visitatori provenienti anche dalla provincia di Ragusa.
Il cuore dell’evento è stato Piazza Roma, trasformata in un percorso attraverso i sapori tipici del territorio.
Sulla brace salsiccia di maiale e di cinghiale, poi le pagnotte della tradizione, “u pani cu pipi”, i caratteristici “funciddi” e le altre preparazioni che raccontano una cucina profondamente legata al mondo contadino e ai prodotti dei boschi.
Spazio anche all’olio extravergine d’oliva, ai funghi e ai tartufi, in un periodo dell’anno nel quale proprio le produzioni autunnali diventano uno dei principali elementi di attrazione dei territori montani degli Iblei.
Gli stand hanno permesso non soltanto di degustare i prodotti, ma anche di incontrare produttori e operatori che continuano a custodire lavorazioni, ricette e conoscenze tramandate nel tempo.
A dare colore al fine settimana è stato anche il raduno delle Fiat 500 storiche, che ha portato a Buccheri numerosi equipaggi soprattutto dalle province di Ragusa e Siracusa. Accanto alle piccole utilitarie che hanno segnato un’epoca della storia italiana sono arrivati anche diversi gruppi di motociclisti, che hanno scelto le strade dei Monti Iblei come meta per la giornata domenicale.
Ma Buccheri ha giocato soprattutto la carta del suo patrimonio naturalistico.
Le escursioni guidate hanno attraversato il Bosco di Santa Maria e il Bosco Pisano, accompagnando i partecipanti alla scoperta delle antiche neviere, della rara Zelkova sicula e dei colori che in questo periodo dell’anno trasformano il paesaggio.
Altri itinerari hanno invece interessato il centro storico, con le chiese, la grotta di San Nicola, le antiche fontane e i resti del castello normanno.
Particolarmente partecipata anche la 26ª Mostra micologica, organizzata dall’Associazione Micologica Bresadola, Gruppo micologico “Andrea Buda”. In esposizione sono state presentate 275 differenti specie di funghi raccolte tra Sicilia e Calabria, offrendo ai visitatori anche un’occasione di approfondimento sulla biodiversità dei boschi.
«La partecipazione che abbiamo registrato in queste due giornate è motivo di grande soddisfazione – ha commentato il sindaco di Buccheri Alessandro Caiazzo – Abbiamo visto arrivare famiglie, escursionisti, appassionati delle Fiat 500 e delle moto, ma soprattutto tante persone desiderose di conoscere Buccheri e le sue tradizioni».
L’obiettivo, ha spiegato il primo cittadino, è fare in modo che il visitatore non si limiti a una breve sosta, ma venga accompagnato alla scoperta dei boschi, del patrimonio storico, dei prodotti e delle comunità che abitano questi territori.
Una filosofia condivisa anche dall’assessore comunale allo Sport, Turismo e Spettacolo e alle Politiche per le Associazioni Antonino Trigila, che ha sottolineato il lavoro delle associazioni, degli operatori e dei produttori coinvolti.
Tra le curiosità proposte agli escursionisti anche una colazione decisamente legata al territorio: uovo in camicia, pane di casa, olio extravergine di Tonda Iblea e crema di funghi e tartufi.
La tappa di Buccheri ha rappresentato però soprattutto la conclusione di un viaggio più ampio.
“Sapori Ibleidi” ha attraversato da giugno a ottobre i quattro Comuni dell’Unione Ibleide, costruendo ogni appuntamento attorno a una diversa espressione dell’identità gastronomica, culturale e paesaggistica del territorio.
Il percorso era partito da Chiaramonte Gulfi, durante il Carrugghiu Fest, con la salsiccia, l’olio extravergine di oliva e le produzioni locali.
A Monterosso Almo, con “Le Radici del Gusto”, protagonista era stato il gelato artigianale, proposto anche attraverso abbinamenti e interpretazioni legate alle eccellenze del territorio.
A Giarratana, con “Il Gusto della Vittoria”, sport e gastronomia si erano incontrati attorno alle produzioni agroalimentari locali e, naturalmente, alla celebre Cipolla di Giarratana.
Infine Buccheri, che ha chiuso il percorso nel momento dell’anno probabilmente più adatto a raccontare la propria identità: quello dei boschi, dei funghi, dell’olio, delle escursioni e dei sapori più intensi dell’autunno.
Quattro tappe e quattro Comuni per un unico progetto: provare a presentare l’Ibleide non come una somma di piccoli centri, ma come un territorio da attraversare e scoprire nel suo insieme, dove gastronomia, paesaggio e tradizioni possono diventare strumenti di promozione e di attrazione turistica.
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