Auto e moto, Ragusa a due velocità: il parco circolante invecchia, emissioni giù

Nel 2024 l’Italia si conferma, secondo i dati diffusi due giorni fa dall’Istat, il Paese europeo con il più alto tasso di motorizzazione: 701 autovetture ogni 1.000 abitanti, contro una media Ue27 pari a 578. Un primato che si consolida, mentre in Spagna (544), Francia (579) e Germania (590) i valori restano stabili e prossimi alla media continentale. 

La geografia della motorizzazione evidenzia un netto divario territoriale. Nei 112 comuni capoluogo la media è di 651 auto ogni 1.000 abitanti, che scende a 612 nei capoluoghi metropolitani. Ma il Mezzogiorno presenta livelli sensibilmente più elevati: nei capoluoghi delle Isole si arriva a 723 auto ogni 1.000 abitanti, contro le 594 del Nord-Ovest. Dove l’offerta di trasporto pubblico è più ampia – come nei grandi centri del Nord – i tassi risultano più contenuti.

Per la prima volta, tuttavia, si arresta la crescita dei veicoli a combustibili fossili: nel 2024 il loro numero pro capite non aumenta (-0,02%). Rappresentano ancora il 93,9% del totale, ma il dato segna una possibile svolta. Parallelamente cresce la quota di auto a basse emissioni, che nei comuni capoluogo raggiunge il 19,7%, trainata soprattutto dalle ibride (+31,2% in un anno) e, in misura minore, dalle elettriche (+27,4%). Resta però elevata l’obsolescenza: il 66,9% delle auto italiane ha almeno 8 anni, e il 24,3% supera i 20 anni.

In questo quadro nazionale si inserisce il caso di Ragusa, che presenta indicatori superiori alla media italiana. Nel 2024 il tasso di motorizzazione nel capoluogo ibleo è pari a 764 auto ogni 1.000 abitanti, stabile rispetto al 2023 ma in aumento rispetto alle 754 del 2022. Anche i motocicli crescono: 168 ogni 1.000 abitanti nel 2024, contro i 159 del 2022.

Sul piano ambientale emergono segnali contrastanti. Le auto Euro 3 o inferiori scendono dal 30,9% del 2022 al 26,8% del 2024, mentre le Euro 6 salgono dal 29,6% al 35,9%. L’indice del potenziale inquinante cala sensibilmente, passando da 152,9 nel 2019 a 120 nel 2024: un miglioramento significativo, ma ancora distante dai valori medi del Centro-Nord, dove l’indice si avvicina o scende sotto quota 100.

Anche a Ragusa diminuisce il peso delle alimentazioni tradizionali: la benzina passa dal 44,9% al 43,4% tra 2022 e 2024, il gasolio dal 45,5% al 43,5%. Le auto a basse emissioni crescono dal 9,7% al 13,1%, restando però sotto la media dei capoluoghi italiani (19,7%). Tra queste prevalgono le ibride, che rappresentano il 68,7% del segmento nel 2024 (erano il 37,5% nel 2022), mentre le elettriche salgono dal 5,2% al 7,6%. Le auto a gas e bi-fuel restano stabili.

Il parco veicolare ragusano appare più anziano rispetto alla media nazionale: il 70,2% delle auto ha almeno 8 anni (contro il 66,9% italiano). Di queste, il 12,2% supera i 30 anni. Le auto immatricolate da meno di un anno sono solo il 3,7%. Un dato che segnala una limitata capacità di ricambio, coerente con le difficoltà economiche che incidono soprattutto nel Mezzogiorno.

Quanto alla pressione sul territorio, la densità veicolare a Ragusa è di 176 veicoli per km² di superficie territoriale nel 2024, ma sale a 3.079 per km² urbanizzato, in crescita rispetto al 2022. Un valore inferiore ai grandi centri metropolitani, ma significativo per una città di medie dimensioni.

Infine, tra i motocicli si registra un moderato rinnovamento: quelli Euro 2 o inferiori scendono dal 49,9% al 45,2%, mentre gli Euro 5 raddoppiano passando dal 6,9% al 15%.

Il confronto tra Italia e Ragusa restituisce un’immagine a doppia velocità: se a livello nazionale si intravedono segnali di transizione ecologica e di rallentamento dei veicoli fossili, nel capoluogo ibleo il tasso di motorizzazione resta molto elevato e il parco circolante continua a invecchiare, pur mostrando segnali di progressivo ammodernamento tecnologico.

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