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ANDREA NICOSIA RISPONDE A FAILLA IN MERITO ALLA “QUESTIONE UNIVERSITÀ”
27 Set 2011 11:46
Il problema dell’università a Ragusa è ancora all’ordine del giorno. Pareri contrastanti si sono alternati in queste settimane dopo che il rettore dell’Università di Catania, Antonino Recca, ha intimato al consorzio ibleo il pagamento dei suoi debiti.
Punti di vista diametralmente opposti sono stati espressi dal vice presidente del Consiglio provinciale Sebastiano Failla e dal consigliere provinciale di Vittoria, Andrea Nicosia. “Destano stupore e meraviglia le dichiarazioni del vice presidente del Consiglio provinciale Sebastiano Failla rispetto alla proposta di chiudere l’Università a Ragusa” ha esordito Nicosia. “Al di là della giustificazione addotta (far studiare i ragusani all’estero), che ovviamente si può leggere come una provocazione per assurdo – continua – spiace che, ancora oggi, la classe dirigente del nostro territorio non abbia compreso quale moltiplicatore economico sia collegato alla presenza dei corsi universitari. Basterebbe guardare all’esperienza ennese, se proprio non ci si vuole abbeverare a qualche lettura impegnata”.
E sebbene la sopravvivenza dei corsi di Agraria e Giurisprudenza abbia un valore economico per la crescita della città, Nicosia non nasconde una certa amarezza: “Accanto alle considerazioni appena formulate va poi rilevata la questione vera: la Provincia regionale ed i singoli comuni del comprensorio ibleo non sono stati capaci di esprimere una reale politica per la formazione universitaria degna di questo nome e, a riprova di questa colpevole sottovalutazione, basta osservare come il Consorzio universitario sia stato ridotto in parte in un poltronificio per politici navigati”.
Infine secondo l’esponente del Pdl “occorre finalmente lavorare in sinergia tra tutti i soggetti istituzionali, individuando provvedimenti concreti rispetto alla rinascita della Università iblea: lo merita il nostro territorio, lo meritano i miei coetanei ancora in attesa di conoscere quale sarà il loro futuro universitario’”.
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