È morta a soli quattro anni, a Palermo, per una sospetta difterite, una malattia che in Italia è ormai rarissima e che non causava una vittima da oltre trent’anni. La bambina, Anna Rosa, non era stata vaccinata. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso e verificare […]
Acqua e trasparenza a Pozzallo: “I dati non sono aggiornati e l’ultimo valore supera il limite”
28 Ago 2026 08:47
Sud chiama Nord chiede chiarezza sulla qualità dell’acqua: l’ultimo rapporto pubblicato risale a maggio, mentre negli altri Comuni della provincia gli aggiornamenti sarebbero arrivati a luglio e agosto
Torna a far discutere la qualità dell’acqua a Pozzallo, ma questa volta ad accendere i riflettori non è soltanto il dato relativo ai cloruri, bensì soprattutto la mancanza di aggiornamenti recenti sulle analisi pubblicate.
A sollevare la questione è il Circolo cittadino di Sud chiama Nord, insieme al gruppo Liberiamo Pozzallo, che ha chiesto l’intervento del Prefetto di Ragusa e ha rivolto una serie di domande a Iblea Acque, ASP 7 e Amministrazione comunale.
Il dato più recente disponibile sul sito di Iblea Acque, secondo quanto riportato dal movimento, è un’analisi del 18 maggio 2026, relativa al serbatoio di Contrada Inchiudenda. In quel campione i cloruri sarebbero risultati pari a 327 mg/l, quindi superiori al limite di 250 mg/l indicato dalla normativa per le acque destinate al consumo umano.
Ma il punto che Sud chiama Nord considera particolarmente grave è un altro: a fine agosto, i cittadini non avrebbero a disposizione dati aggiornati sulla qualità dell’acqua.
Secondo il movimento, infatti, mentre per altri Comuni della provincia di Ragusa i risultati delle analisi risulterebbero aggiornati a luglio e, in alcuni casi, agosto 2026, per Pozzallo l’ultimo rapporto pubblicato rimarrebbe fermo a maggio.
Una situazione che rende difficile, per i cittadini, capire quale sia la condizione attuale dell’acqua che arriva nelle abitazioni.
È proprio sulla trasparenza che si concentra la denuncia. Sud chiama Nord chiede perché Iblea Acque non pubblichi con regolarità i risultati delle analisi e perché, secondo quanto sostiene, i dati precedenti vengano cancellati quando vengono inseriti nuovi aggiornamenti, impedendo di ricostruire facilmente l’andamento della qualità dell’acqua nel tempo.
E soprattutto pone una domanda alle istituzioni: se l’ultimo dato disponibile indica un valore di cloruri superiore al limite e il laboratorio ha dichiarato che quel campione non può essere destinato al consumo umano, perché la cittadinanza non è stata informata e perché non sono disponibili analisi più recenti?
Il movimento chiede quindi che venga fatta chiarezza non soltanto sul risultato del campione di maggio, ma sulla situazione attuale della rete idrica.
Una vicenda che riporta alla memoria anche la lunga ordinanza di non potabilità emanata nel 2023 e rimasta in vigore per 516 giorni, fino al gennaio 2025. Adesso la richiesta è quella di avere dati aggiornati, facilmente consultabili e soprattutto tempestivi.
© Riproduzione riservata