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SCONTRO DI RELIGIONI? NO! SCAMBIO DI OPINIONI
04 Nov 2014 17:25
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E così io sarei il “cattivo”, il razzista, lo xenofobo e l’omofobo. Non pensavo che la mia lettera potesse scaldare gli animi delle tre associazioni musulmane atei presenti in Italia. Sono dispiaciuto che la mia lettera, sicuramente di non facile lettura, sia stata interpretata in maniera errata dagli amici musulmani.
Sono sbalordito quanto voi e per questo ho voluto iniziare la mia lettera con fatti accaduti, ovviamente di tutta l’erba non se ne può fare un fascio, proprio con Adel Smith, presidente di una minoranza dell’unione musulmana presente in Italia: fu lui a dichiarare “guerra” contro la chiesa cattolica e contro i cattolici italiani, divenendo il “nemico” dei crocefissi e della loro presenza nei luoghi pubblici e famoso per diverse proteste, tra cui quella di avere lanciato il crocefisso dalla finestra della stanza di un ospedale dov’era ricoverata la madre.
Per il gesto di Smith, i cattolici, nel nome dell’integrazione, non sono scesi nelle piazze, come accadde invece qualche anno fa nei paesi Arabi, quando, alla brillante idea di qualche demente per alcune vignette e in Italia per delle magliette con la caricatura del Profeta, stava per scoppiare la terza guerra mondiale.
L’ateo, è colui che non crede in nessuna divinità. All’interno di questi ci sono diverse posizioni, quindi non capisco perché qualcuno chieda che sia eliminato il crocifisso dai luoghi pubblici. E’ il caso di Isabella Cazzoli, tesoriera dell’associazione UAAR e responsabile degli atei fondamentalisti italiani (fonte aggiornata al 27 Luglio 2012), che presentò ricorso alla corte Europea chiedendo di togliere il crocifisso dai luoghi pubblici. La prima sentenza le diede ragione, ma fu ribaltata in appello.
Sull’omosessualità pensavo che la mia posizione fosse chiara, evidentemente non è così. Ho “condannato” il Prof. Zotti per il gesto compiuto e non perché gay. Se il Papa non si sente di giudicare i suoi simili, figuriamoci io! Nella mia lettera, tra parentesi, dicevo infatti che gli omosessuali non possono pretendere che i cattolici accettino le coppie gay o lesbiche come coppie naturali, inteso come matrimoni e adozioni, ma ciò non toglie che vengano riconosciuti loro alcuni diritti fondamentali.
In base a delle ricerche, vedi (Asianews: Multiculturalismo e Islam; coppie di fatto e omosessualità) “l’Islam è stato sempre spietato sui rapporti omosessuali, secondo la tradizione di Muhammad, l’omosessualità, sia maschile che femminile, sia attiva che passiva, è equiparato all’adulterio ed è dunque passibile di morte… Oggi, nel mondo musulmano, ci sono cinque scuole giuridiche: 4 sunnite (hanafita, malika, sciafeita e hanbalita) e la quinta sciita , chiamata già farita.” Se la prima è più tollerante , perché lascia al giudice giudizio (quindi, a seconda della scuola di pensiero del giudice, avremo una sentenza),le altre quattro, comunque, condannano l’omosessualità in maniera totale.
La sharia, la legge Islamica, dove i rapporti omosessuali portano ufficialmente alla morte, viene applicata in sette nazioni che sono: Arabia Saudita, Iran, Mauritania, Sudan, Somalia, Somaliland, Yemen e l’Afghanistan all’epoca dei Talibani.
Alcune settimane fa, In Iran, Reyhaneh Jabbari, è stata impiccata (“fortunata”, l’uccisione per lapidazione in Iran è stata abolita)per aver ucciso un uomo che aveva tentato di stuprarla.
Alcuni comportamenti o fatti di cronaca a cui assistiamo quotidianamente non fanno onore ai musulmani o ad altri immigrati presenti in Italia ed è evidente che suscitino in noi un certo scetticismo, che non aiuta affatto l’integrazione.
Quindi, alla fine, non è Pasquale Dicara a condannare né i musulmani, né tantomeno l’omosessualità, ma le leggi dei Paesi arabi.
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