Non sarei voluto intervenire sulla vicenda perché da parlamentare regionale ho contribuito alla riforma delle province siciliane all’interno di un disegno di legge che ha eliminato enti intermedi che erano divenutati poco utili. Ma diventa necessario farlo perché quello che dovrebbe essere un momento di crescita per il nostro territorio temo possa trasformarsi in un momento di debolezza.
La nostra è una provincia piccola, composta da 12 Comuni, città molto simili, economie simili, tradizioni e cultura simili. Dodici Comuni che hanno un ruolo importantissimo nello scacchiere della Sicilia orientale perché questi Comuni si trovano al centro di quelle che sono tre province (Siracusa, Agrigento e Catania) che hanno caratteristiche, peculiarità importanti, utili ma al tempo stesso diverse, non simili alle nostre. Con ciò non voglio dire che noi dobbiamo avere preclusioni nei confronti dei nostri vicini, anzi io ritengo che sia fondamentale pensare ad un progetto integrato che tocchi sicuramente almeno due settori che rappresentano il presente e il futuro delle nostre comunità e cioè agricoltura e turismo.
Non va dimenticato che grazie all’impegno della politica questa piccola provincia si trova a poter contare su di un aeroporto, su di un porto turistico, sta puntando sul potenziamento del porto commerciale oltre ad avere monumenti e ambienti naturali di grande rilievo. Il Libero Consorzio tra Comuni deve dunque essere un momento attraverso cui occorre esaltare l’unità di questi dodici Comuni sulla base di tutti gli aspetti positivi che abbiamo. Deve avere la capacità di andare oltre a quello che era il confine della vecchia provincia, riuscendo così non solo a rimanere uniti ma anche ad aggregare quelle città che sono più simili alla nostra storia, alle nostre tradizioni, al nostro stesso progetto di sviluppo. Ma la base di partenza è solo una: l’unità dei dodici Comuni iblei.
Chi pensa oggi di dividere questo patrimonio sulla base di significati di tipo campanilistici che appartengono ad epoche diverse, passate e oggi insignificanti, si sbaglia. Io sono sicuro che alla fine prevarrà il buonsenso e che i sindaci della mia provincia non perderanno l’occasione di dimostrare di essere così bravi non solo a non dividere il territorio provinciale ma anche a riuscire ad andare oltre e a portare all’interno del consorzio ibleo altre città che vedono in noi un punto di riferimento. Battaglie diverse sono solamente di tipo personalistiche e mirano a cercare leadership su porzioni del nostro territorio. Non sono battaglie tese alla crescita collettiva della nostra comunità. Le battaglie per la leadership sono legittime ma solo se non vengono fatte per rovinare quello che è l’interesse principale, l’unità, la forza aggregante.
Le battaglie sono giuste se vengono fatte per ottenere percorsi virtuosi e se servono a guidare i processi politici in corso. Pertanto l’azione che, insieme agli amici con cui condivido l’esperienza politica, intendo portare avanti sarà di totale contrasto a chi cercherà di minare il patrimonio dell’unità della nostra comunità.
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