IL COMITATO CHIEDE SUBITO LA SEZIONE STACCATA DEL TRIBUNALE A MODICA

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Tra il 20 ed il 28 gennaio il Comitato ha incontrato il Ministro della Giustizia Cancellieri e, a seguire, il Sindaco di Ragusa Piccitto ed il Presidente del Tribunale di Ragusa Tamburini .

A tutti è stato chiesto di dare disponibilità, ciascuno per il proprio ruolo, alla istituzione della sezione distaccata di Modica e all’utilizzo del Palazzo di Giustizia, disponibilità confermata in considerazione delle garanzie date dal Presidente della Regione Crocetta di assumere i costi di funzionamento e di gestione.

Il 30 gennaio 2014 l’ipotesi è stata ufficialmente sottoposta alla Commissione di Manutenzione del Tribunale di Ragusa partecipata dal Capo dell’Ufficio, dal Procuratore della Repubblica, dal’A.C. di Ragusa e dai rappresentanti degli Ordini Forensi di Ragusa e Modica, i quali si sono riservati di esaminarla e di esprimere un definitivo parere in occasione della prossima seduta.

Un tale percorso, virtuoso e costruttivo, è stato turbato dalla disposizione di servizio assunta dal Presidente del Tribunale di trasferire personale e fascicoli da Modica a  Ragusa che da’ il senso dell’accelerazione della chiusura anziché dell’utilizzo del presidio giudiziario di Modica.

Il Comitato contesta duramente tale gestione artificiosa del servizio giustizia,   non improntato al risparmio e all’efficienza, incoerente e contraddittorio ed incapace di assumere responsabilità.

Il Comitato impegna il Presidente del Tribunale a convocare con assoluta urgenza la Commissione di Manutenzione affinchè emergano, sul progetto di istituzione della sezione distaccata di Modica, le reali posizioni di tutti i soggetti in campo; perché sia chiaro a tutti chi è di ostacolo ad un “servizio di giustizia” che possa essere erogato sul territorio mediante utilizzo delle strutture esistenti e perché si spieghi la ragione, ove ce ne sia una, per la quale gli utenti del comprensorio già facenti capo al Tribunale di Modica debbano subire il trasloco da una struttura moderna, antisismica ed accogliente verso un’altra insicura ed angusta.

Le istituzioni, i movimenti, le associazioni ed i cittadini aderenti al Comitato sono pronti a proseguire nella ricerca di soluzioni utili per l’intera comunità iblea, ma anche – se posti dinanzi ad atteggiamenti irresponsabili – ad usare ogni legittimo strumento del quale dispongono per sottrarsi ad un intollerabile sopruso.

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