KARIBU (&) CRISTINA!

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Questo articolo nasce quasi per caso, quando, diciamo così, la tua carreggiata si insinua in quella di personalità interessanti, creative, operative ed estremamente fruttuose.

L’intento è quello di celebrare l’attività e l’impegno di una Onlus, italiana, operativa anche oltre  confine. Una Onlus che ho avuto modo di conoscere e apprezzare per il tramite di un’amicizia decennale e che seguo, ormai, da oltre un anno, apprendendone, con sempre più crescente entusiasmo, attività organizzate, convegni, conferenze, formazione, e chi più ne ha più ne metta.

Coordinatore unico della Onlus in questione è la mia amica Cristina Vitale, Cristina per i conoscenti, una persona che difficilmente può non stimarsi, una donna nel pieno dei suoi 29 anni, fervida di interessi, passioni e capacità che mette rigorosamente in opera.

La sua più che produttività è spesa principalmente per Karibu, o meglio, Karibu Africa Onlus.

L’incondizionato legame nasce per un’incondizionata passione: l’Africa e, più nello specifico, il Kenya.

Con Karibu e per Karibu, Cristina è stata due volte a Nairobi, ospite della baraccopoli di Kibera, prima, e di Mathare, poi. Le due baraccopoli caratterizzano il paesaggio urbano, districandosi in n’area neanche troppo periferica.

Ospite delle associazioni locali (CBOs) che operano per lo sviluppo degli slum, Cristina, è entrata a contatto con la difficile realtà in cui vertono migliaia di abitanti ed è finita per lasciarsi affascinare, per innamorarsi di Kibera che, ci spiega, “per anni è stata dipinta dalle Nazioni Unite come la baraccopoli più grande a sud del Sahara, con una popolazione stimata di circa 1 milione di abitanti, seguita dalla baraccopoli di Mathare. In realtà, non è altro che un fazzoletto di terra dalla superficie di 1 km e ½ in cui si stipano circa 500 mila abitanti, ovvero, la metà rispetto le stime dell’Agenzia”.

Cristina è stata in entrambe e se le chiedi una preferenza non riesce a proferir parola.

Non è difficile capire perché abbia subito trovato empatia con Karibu, il nome stesso, infatti, deriva dal swahili e significa benvenuto, in questo caso vuole intendersi come dare il benvenuto a questo continente, alla sua cultura e alla sua storia.

Karibu Afrika nasce dalla volontà di alcuni studenti della facoltà di Scienze Politiche di Padova, nel maggio 2004. L’obiettivo primario è quello di farsi portavoce di tutte quelle persone conosciute a Nairobi, delle loro esperienze e dei loro progetti.

La Onlus, inoltre, si afferma nella cooperazione internazionale, nella promozione di progetti umanitari, educativi, formativi e interculturali a beneficio delle popolazioni svantaggiate ed economicamente e socialmente marginali, in Africa ed a livello nazionale e locale.

In Kenya organizza semestralmente il corso “Studying Africa in Africa”, rivolto in particolar modo agli studenti universitari, si svolge a Nairobi in collaborazione con oltre 10 organizzazioni giovanili di base kenyane. Ha realizzato progetti agricoli, formativi e di tessitoria a beneficio di donne vulnerabili, realizza progetti sportivi (basket e calcio) come strumento di educazione e di inclusione sociale. 

Ha inoltre attività relative all’educazione, allo smaltimento dei rifiuti, alla tutela ambientale e al calcio all’interno della baraccopoli di Mathare.

In Italia organizza conferenze, seminari ed eventi culturali con l’obiettivo d’approfondire tematiche solitamente poco affrontate dai media, lavora, altresì, con i ragazzi del gruppo ROCC (rete oltre i confini di cittadinanza), giovani di seconda generazione nati dalla collaborazione tra karibu e il comune di padova.

Lo spirito di Karibu Afrika è quello di creare un modello nuovo di cooperazione basato sul protagonismo dei giovani e dell’Africa, una cooperazione che sia scambio e non puro e semplice dono.

Karibu, inoltre, è quasi interamente autofinanziata, soventi, infatti, sono le organizzazioni di eventi, cene, bancarelle .

Puoi decidere di fornire un piccolo aiuto anche tu, certo, per una volta, che il contributo offerto non andrà a finire nelle tasche di cinici truffatori.

 

 

Melania Scrofani

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