Manovra Ars da 150 milioni ai Comuni, da Pozzallo parte l’attacco e anche l’Anci si mostra critico

Manovra Ars da 150 milioni ai Comuni, da Pozzallo parte l’attacco e anche l’Anci si mostra critico

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La manovra finanziaria appena approvata dall’Ars finisce sotto accusa dal municipio di Pozzallo. Il sindaco Roberto Ammatuna definisce la manovra «elettorale» e parla di 150 milioni di euro dei siciliani distribuiti «in modo clientelare e senza un criterio» ai Comuni vicini ai parlamentari della maggioranza e ad alcuni enti ecclesiastici.

Secondo il testo, si tratta di una manovra scandalosa, voluta da una maggioranza che teme di affrontare la campagna elettorale del prossimo anno e di presentare il bilancio di una legislatura giudicata fallimentare. Dal Comune sottolineano che non si possono distribuire tanti finanziamenti senza criteri e soltanto agli amici dei parlamentari, e avvertono del rischio di alterare la libera competizione elettorale democratica.

Alla fine il sindaco Ammatuna invoca un cambio di passo: «Oggi più che mai è necessaria una svolta nella politica regionale – afferma – senza la quale la nostra splendida Sicilia è destinata al sottosviluppo».

Sulla necessità di pensare in modo adeguato ai Comuni interviene anche l’ANCI Sicilia, l’associazione che raggruppa i Comuni.

Contributi ai Comuni, Anci Sicilia boccia il metodo: “Basta fondi frammentati, servono risorse certe per tutti”

Non è il singolo finanziamento a essere messo in discussione, ma il sistema con cui le risorse vengono distribuite ai Comuni siciliani. Anci Sicilia interviene nel dibattito sul Fondo investimenti territoriali e chiede alla Regione di superare la logica degli interventi frammentati, garantendo invece risorse ordinarie, criteri trasparenti e maggiore autonomia agli enti locali.

A prendere posizione sono il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, che rivendicano una linea già sostenuta nel corso dell’intera legislatura.

«Abbiamo rivendicato il diritto di tutti i territori a ricevere risorse adeguate anche quando erano meno numerose le voci che lo affermavano. Continuiamo a farlo con la stessa coerenza, nell’interesse di tutti i Comuni e dei loro cittadini».

Il tema è quello dei contributi territoriali inseriti nella manovra regionale e delle modalità attraverso le quali vengono individuati gli interventi da finanziare.

Anci Sicilia non nega che molte opere possano rispondere a esigenze reali delle comunità, ma sposta l’attenzione sul metodo.

«I singoli interventi possono rispondere a esigenze reali, ma resta il problema del metodo con cui si distribuiscono le risorse – spiegano Amenta e Alvano – Occorre garantire a ogni Comune la possibilità di programmare e scegliere come rispondere ai bisogni della propria comunità, evitando che il luogo in cui si vive determini una disparità nelle opportunità e nei servizi».

Il punto, quindi, è evitare che la capacità di ottenere un finanziamento dipenda dalla forza politica o dai rapporti istituzionali di un singolo territorio.

Secondo l’associazione dei Comuni siciliani, le risorse dovrebbero essere ricondotte soprattutto ai canali ordinari di finanziamento, a partire dal Fondo delle autonomie locali e dal Fondo per gli investimenti.

Servono, secondo Anci Sicilia, criteri di riparto definiti, tempi certi per l’erogazione e una distribuzione capace di tenere conto delle necessità effettive dei territori.

«Valorizzare l’autonomia significa riconoscere ai Comuni la responsabilità e gli strumenti per decidere come impiegare al meglio le risorse. Finanziamenti frammentati e occasionali rendono più difficile questa scelta e indeboliscono la capacità di programmare».

Anci Sicilia chiede inoltre un confronto istituzionale più stabile tra Regione ed enti locali e torna a rilanciare l’istituzione del Consiglio delle autonomie locali, organismo già previsto in altre regioni e che dovrebbe rappresentare un luogo permanente di confronto tra i diversi livelli istituzionali.

Sul tavolo c’è anche il tema delle risorse disponibili grazie all’avanzo regionale.

«Le importanti disponibilità derivanti dall’avanzo regionale – sottolinea Amenta – offrono l’occasione per un’operazione strategica condivisa con i Comuni».

La richiesta, dunque, è quella di trasformare una disponibilità finanziaria importante in un meccanismo strutturale di sostegno agli enti locali, evitando una distribuzione fondata su singoli interventi e finanziamenti occasionali.

Una posizione destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico sulla gestione delle risorse regionali e sul rapporto tra Palermo e i territori, in una fase in cui molti Comuni siciliani chiedono soprattutto certezza dei trasferimenti e maggiore capacità di programmazione.

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